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A Bologna una commessa di telefonia di 39 anni è stata denunciata dopo aver usato per mesi la carta di credito di un cliente anziano, arrivando a spendere oltre 10 mila euro senza che lui ne sapesse nulla. Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: utilizzo illecito di carte di credito e sostituzione di persona. La donna, italiana, lavorava in un negozio di telefonia del centro città ed è proprio lì che tutto ha avuto inizio.
Il punto di partenza è stato un gesto ordinario. Un uomo di 81 anni si era rivolto a lei per farsi aiutare con un acquisto online, una richiesta che al bancone di un punto vendita di questo tipo capita di continuo. Mentre lo assisteva nella procedura, però, la dipendente avrebbe sottratto i dati della sua carta. Non un’operazione immediata e vistosa quindi, ma un’informazione presa in silenzio e messa da parte per essere sfruttata nelle settimane successive.
Oltre 270 transazioni tra vestiti, casa e hotel
Il periodo sotto la lente va da novembre 2025 a gennaio 2026. In quei mesi la commessa avrebbe effettuato la bellezza di 274 transazioni per un totale di 10.580 euro. Facendo due conti si tratta di pagamenti con un importo medio inferiore ai 40 euro, cifre che prese singolarmente possono passare inosservate ma che sommate una dopo l’altra hanno prosciugato una somma considerevole dal conto dell’anziano.
Il denaro è finito in spese piuttosto varie. Ci sono capi di abbigliamento, articoli per la casa e anche soggiorni in hotel e in altre strutture ricettive. Tra le piattaforme su cui sono stati concentrati gli acquisti spiccano Shein e Groupon, due nomi molto conosciuti che hanno fatto da principale canale per questo shopping a spese altrui. Nella vicenda non è coinvolta soltanto la donna. Anche il suo fidanzato, un uomo di 43 anni, è stato denunciato. A metterlo nei guai sono state le numerose consegne arrivate al suo indirizzo di casa. Pacchi su pacchi recapitati sempre nello stesso posto hanno lasciato una traccia difficile da ignorare per chi ha seguito il filo dei pagamenti e delle spedizioni.
Il soggiorno ad Abano Terme e la confessione
Per risalire alla responsabile principale è stata fondamentale la denuncia presentata dallo stesso 81enne. Partendo dagli estratti conto è stato possibile ricostruire una per una le operazioni sospette e capire dove fossero finiti i soldi. Un lavoro paziente, fatto passando in rassegna movimenti che il titolare della carta non aveva mai autorizzato.
Tra tutte le voci ce n’è stata una che ha fatto davvero la differenza. Si tratta di un soggiorno ad Abano Terme prenotato per la fine di maggio, una spesa che a differenza dei tanti acquisti di piccolo taglio ha permesso di collegare con più precisione la carta dell’anziano a chi la stava usando al suo posto. Proprio la ricostruzione di quella prenotazione si è rivelata decisiva per arrivare alla commessa del negozio di telefonia bolognese. Messa davanti agli elementi raccolti, la donna avrebbe infine ammesso le proprie responsabilità.
Fonte: TecnoAndroid


