Carl Pei non gira intorno al problema e lo mette nero su bianco con una frase che suona quasi come un avvertimento: il momento migliore per comprare uno smartphone era ieri. Il fondatore di Nothing ha affidato a un post su X la sua analisi sulla crisi dei chip, una situazione che ormai sta presentando ai consumatori un conto piuttosto salato. Dopo che Huawei aveva già confermato rincari sui propri dispositivi, anche dal quartier generale di Nothing arriva una presa di posizione chiara, e per nulla rassicurante.
La crisi delle memorie pesa più del processore
Il discorso di Pei tocca un punto che molti dirigenti del settore stanno ripetendo da settimane, ovvero il costo delle memorie ormai schizzato a livelli quasi insostenibili. L’esempio portato è quello della serie Phone (4a). Il prezzo dei chip di memoria, racconta, è raddoppiato tra la fase di progettazione e quella di lancio sul mercato. E poi è raddoppiato di nuovo, dalla commercializzazione fino a oggi. Numeri che fanno una certa impressione.
C’è un altro dato che Pei tira fuori e che dà la misura di quanto sia cambiato lo scenario. Le memorie sono arrivate a pesare per oltre il 50% sul BoM, il Bill of Materials, cioè il costo complessivo dei singoli componenti per chi produce il telefono. Hanno superato di parecchio il SoC, il processore, che fino a poco tempo fa era considerato il pezzo più caro in assoluto dentro uno smartphone. Una specie di sorpasso che nessuno si aspettava.
Prezzi su, sconti giù
Ripercorrendo gli ultimi mesi, Pei sottolinea come diversi modelli usciti di recente siano arrivati sugli scaffali con prezzi più alti di circa 90 euro rispetto ai loro predecessori. La situazione si fa ancora più evidente in India, dove i rincari hanno toccato quasi il 20/25% sul listino. A finire sotto pressione soprattutto i dispositivi della fascia sopra le 30.000 rupie, circa 272 euro, il cui prezzo è cresciuto di oltre 7.000 rupie, vale a dire più o meno 64 euro in più.
Il mercato, insomma, è stato colpito duramente. E la crisi, secondo le previsioni che circolano nel settore, potrebbe trascinarsi fino alla fine del 2027. Per questo Pei avverte chi lo segue: meglio non aspettarsi sconti e offerte come quelli a cui ci si era abituati negli anni passati. I rincari non hanno solo alzato i listini, hanno anche reso le aziende molto meno disposte a tagliare i prezzi.