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La carenza di memoria RAM non sembra destinata a risolversi in tempi brevi. A dirlo è Micron, produttore di memorie che ha diffuso una previsione tutt’altro che rassicurante per chi sperava in un rapido ritorno alla normalità. Secondo l’azienda la scarsità di chip potrebbe proseguire anche oltre il 2028, con una domanda destinata a restare superiore all’offerta almeno per i prossimi due anni. Un orizzonte lungo, quindi, che sposta molto in avanti il momento in cui il mercato potrebbe tornare in equilibrio.
Il messaggio arriva direttamente da chi le memorie le progetta e le realizza, e proprio per questo assume un peso particolare. Non si tratta della stima di un osservatore esterno ma della lettura che un produttore di memorie dà del proprio settore. Quando è la stessa azienda che fabbrica i componenti a indicare un periodo così esteso di squilibrio, il segnale per l’intero comparto diventa difficile da ignorare.
Domanda e offerta, uno squilibrio che non si chiude
Il cuore della questione è semplice da spiegare anche per chi non mastica tecnologia ogni giorno. Le memorie RAM sono componenti fondamentali per far funzionare praticamente qualsiasi dispositivo elettronico moderno, e quando la richiesta cresce più rapidamente della capacità produttiva si crea una situazione di scarsità. È esattamente lo scenario descritto da Micron, che parla di una domanda in grado di superare stabilmente la disponibilità di prodotto per almeno un biennio.
Due anni, partendo da oggi, portano fino al 2028. Ma la previsione dell’azienda non si ferma a questa soglia e lascia aperta la possibilità che la carenza di memoria si estenda anche oltre. Si tratta di un dettaglio non da poco, perché sposta l’attenzione da un problema passeggero a una condizione che potrebbe accompagnare il settore ancora per parecchio tempo. In altre parole la fase di tensione sul mercato delle memorie non viene descritta come un’emergenza momentanea ma come una tendenza di medio periodo.
Va detto che in un contesto del genere l’equilibrio tra offerta e richiesta non si ristabilisce dall’oggi al domani. Aumentare la produzione di chip richiede tempo e investimenti, e finché la capacità non riesce a stare al passo con le necessità del mercato lo squilibrio tende a persistere. È questa la dinamica che emerge dalla lettura del produttore, che non intravede un’inversione di rotta a breve.
Cosa significa la previsione di Micron per il settore
La portata dell’avvertimento sta soprattutto nella sua durata. Parlare di una situazione che potrebbe protrarsi oltre il 2028 significa proiettare il problema su un arco temporale che coinvolge più cicli di prodotto e più generazioni di dispositivi. Per un comparto abituato a ritmi rapidi, una scarsità così prolungata rappresenta un elemento con cui fare i conti in modo strutturale.
Il quadro tracciato da Micron resta comunque una previsione, legata all’andamento della domanda e alla capacità produttiva disponibile. Quello che il produttore mette nero su bianco è però un punto preciso, ovvero che la richiesta di memoria RAM continuerà a superare la disponibilità almeno per i prossimi due anni. Ed è proprio su questa base che l’azienda indica come possibile un prolungamento della carenza di memoria anche oltre il 2028.
Fonte: TecnoAndroid








