Il serbatoio è appieno, eppure dopo poche centinaia di metri il motore tossisce, si spegne e non riparte più. A Roma i carburanti annacquati stanno diventando un problema serio, con auto e scooter che restano in panne all’improvviso per colpa di benzina e gasolio di pessima qualità. A dirlo sono direttamente i meccanici della Capitale, che parlano di un aumento consistente di veicoli portati in officina con acqua, morchia e persino sabbia dentro il serbatoio.
Non è nemmeno la prima volta che se ne sente parlare. Già nella scorsa primavera diverse inchieste avevano mostrato la scia di danni provocata dai carburanti alterati. Una faccenda ormai ricorrente nella cronaca cittadina, dove le truffe alle pompe di benzina continuano a colpire un po’ ovunque, senza risparmiare nessun quartiere. Le testimonianze raccolte dipingono un quadro uniforme, da Nord a Sud della città. Al Quadraro, per esempio, Giancarlo Lanza ha mezzo secolo di lavoro alle spalle e ammette di non aver mai visto niente del genere. “In cinquant’anni di lavoro non mi era mai capitato di trovare auto con la benzina allungata con l’acqua, se non negli ultimi sei mesi”, racconta. A Casalbruciato, invece, Renato Di Nicolò mette numeri sul tavolo: i casi sono cresciuti del 25 e 30 per cento rispetto a prima. Gli basta puntare una torcia dentro un secchio di gasolio estratto da una vettura per far vedere le impurità e la separazione dei liquidi.
Mezzi moderni i più colpiti dalla benzina sporca
C’è poi la zona di Corso Trieste, dove Romar Ponciano parla di almeno una decina di episodi negli ultimi tempi. “La maggior parte delle volte troviamo benzina con acqua che contiene tutti i residui, come morchia, polveri sottili o sabbie che vanno a finire nelle cisterne dei distributori e, quando queste iniziano a essere vuote, vengono risucchiate e pompate nei serbatoi”. Un meccanismo che spiega bene perché il problema esploda proprio quando le cisterne dei distributori si svuotano.
Il carburante adulterato se la prende soprattutto con i mezzi di ultima generazione, molto più sensibili alle impurità. A Monteverde il moto meccanico Roberto Federici ha gestito addirittura due clienti nello stesso giorno per lo stesso identico guaio. E ricorda un episodio legato a un impianto di zona con acqua nei serbatoi interrati, che ha causato una vera strage di scooter e motorini. Con la benzina alterata le moderne centraline delle due ruote tagliano l’alimentazione quasi subito dopo il rifornimento, lasciando i guidatori a piedi nel giro di pochi minuti.
Prezzi alle stelle e ipotesi di speculazioni
L’aumento dei casi coincide con una fase di forte pressione sui prezzi del carburante, saliti parecchio dall’inizio del conflitto in Medio Oriente. In un contesto di costi così alti, dove nemmeno il taglio delle accise ha risolto granché, l’ipotesi di speculazioni illecite per gonfiare i margini di guadagno diventa sempre più concreta. Il tutto si inserisce in una rete di controlli già fitta da parte delle forze dell’ordine, che negli ultimi mesi hanno scoperto diverse frodi. A marzo sono stati sequestrati 26 mila litri di carburante di contrabbando tra Anzio e Capena. Ad aprile invece sono stati chiusi tre distributori romani che erogavano gasolio con un contenuto di zolfo ben oltre i limiti di legge.
Restano da distinguere gli episodi dovuti a scarsa manutenzione delle cisterne da quelli frutto di vere e proprie truffe pianificate. Intanto il conto lo pagano gli automobilisti, costretti a spingere i propri veicoli o a chiamare il carro attrezzi, per poi affrontare spese di riparazione tutt’altro che leggere.









