Camminare senza una destinazione precisa sembra un gesto del tutto libero, eppure qualcosa nei nostri spostamenti tradisce una regola nascosta. Uno studio internazionale ha messo nero su bianco una tendenza curiosa: quando ci muoviamo a caso, senza una meta, finiamo per girare più spesso a sinistra. Il fenomeno del camminare verso sinistra non dipende dalla cultura di provenienza né dal fatto di essere mancini o destrimani, e questo lo rende ancora più interessante.
Una preferenza che sfugge al controllo
La sensazione, quando si passeggia liberamente, è quella di vagare in modo del tutto casuale. I passi sembrano andare un po’ dove capita, senza schemi. E invece no. Un gruppo di ricercatori ha osservato che gli esseri umani mostrano una preferenza leggera ma significativa per le svolte a sinistra, cioè per il senso antiorario.
Non si tratta di una scelta consapevole. Nessuno decide di piegare in quella direzione piuttosto che in un’altra. Eppure il dato emerge con una certa costanza, tanto da spingere gli studiosi a parlare di una vera e propria inclinazione naturale. Una specie di bussola interna che, in assenza di indicazioni precise, tende a orientarci verso un lato preciso.
Cultura e mano dominante non c’entrano
Quello che colpisce di più è proprio l’indipendenza di questa abitudine da fattori che, a prima vista, sembrerebbero decisivi. La dominanza laterale, vale a dire l’essere destrimani o mancini, non influisce sul fenomeno. Allo stesso modo, la cultura di appartenenza non sposta l’ago della bilancia.
Insomma, che si venga da un posto o dall’altro del mondo, che si scriva con la destra o con la sinistra, la tendenza antioraria resta lì, sotto la superficie dei nostri movimenti. È come se fosse qualcosa di più profondo, radicato in meccanismi che vanno oltre le abitudini individuali e i contesti sociali in cui cresciamo.
Il risultato apre interrogativi affascinanti su come funziona il nostro cervello quando lo lasciamo libero di guidarci. Perché proprio sinistra? Cosa spinge il corpo a inclinarsi in quella direzione quando viene a mancare uno scopo chiaro da raggiungere? Per ora la scoperta resta soprattutto un’osservazione, un tassello che racconta quanto poco controllo abbiamo su certi automatismi che diamo per scontati.