Il calore nei tunnel delle metropolitane è diventato qualcosa di molto più serio di una semplice scomodità per chi prende il treno ogni mattina. Quella sensazione di aria bollente che colpisce appena si scendono le scale della stazione nasconde un problema strutturale che sta preoccupando ingegneri e urbanisti in tutto il mondo. E i numeri, adesso, lo confermano.
Una ricerca condotta dalla Northwestern University, pubblicata sulla rivista Nature Cities, ha messo nero su bianco quello che molti sospettavano già da tempo: le temperature sotterranee stanno raggiungendo livelli che mettono a rischio sia la salute delle persone sia la tenuta delle infrastrutture urbane. Lo studio ha preso in esame oltre 85.000 segnalazioni pubblicate dagli utenti online tra il 2008 e il 2024, raccogliendo dati relativi alle reti metropolitane di Londra, New York e Boston. Un approccio interessante, perché anziché affidarsi solo ai sensori, i ricercatori hanno sfruttato le lamentele e le osservazioni dei passeggeri come fonte di monitoraggio diffuso.
Metropolitana: perché fa così caldo sotto terra
Il calore nei tunnel della metropolitana non arriva dal nulla. Le fonti principali sono i sistemi frenanti dei treni, i motori elettrici, l’illuminazione delle stazioni e, naturalmente, la presenza massiccia di persone negli spazi chiusi. A questo si aggiunge un elemento spesso sottovalutato: il sottosuolo delle grandi città trattiene il calore accumulato nel corso di decenni. Le gallerie più vecchie, costruite in epoche in cui nessuno pensava a questi aspetti, funzionano praticamente come dei forni lenti. E con il cambiamento climatico che alza le temperature esterne, la situazione peggiora anno dopo anno.
I dati raccolti dalla ricerca mostrano che le segnalazioni di calore eccessivo sono aumentate in modo costante nell’arco dei sedici anni analizzati. Non si tratta solo di disagio. Il calore nei tunnel della metropolitana accelera il deterioramento dei materiali da costruzione, deforma i binari, riduce l’efficienza degli impianti elettrici e, nei casi più estremi, può provocare malesseri tra i passeggeri, soprattutto anziani e persone con patologie cardiorespiratorie.
Servono interventi concreti e urgenti
Quello che emerge con chiarezza dallo studio è la necessità di un monitoraggio sistematico delle temperature sotterranee. Attualmente, molte reti metropolitane non dispongono di una rete di sensori adeguata per tenere sotto controllo il fenomeno in tempo reale. I ricercatori della Northwestern University sottolineano che le segnalazioni spontanee degli utenti, per quanto utili come indicatore, non possono sostituire un sistema di rilevamento professionale.
Tra le soluzioni proposte ci sono l’installazione di sistemi di ventilazione potenziati, l’uso di materiali innovativi capaci di dissipare meglio il calore e la progettazione di nuove stazioni che tengano conto fin dall’inizio del problema termico. Alcune città stanno già sperimentando approcci diversi: Londra, ad esempio, ha avviato progetti pilota per il raffrescamento di alcune linee storiche della metropolitana, mentre a New York il dibattito è ancora in una fase più preliminare.