Il legame tra caldo e salute mentale è diventato uno dei nodi più delicati di questa estate rovente, perché l’ondata di calore che ha investito l’Europa negli ultimi giorni non sta mettendo sotto pressione solo il corpo. Manda in tilt anche il cervello. L’OMS ha già stimato circa 1.300 decessi aggiuntivi legati alle temperature record, un migliaio dei quali soltanto in Francia. Ma dietro queste cifre ne esiste un’altra, più silenziosa, che sfugge alle statistiche ufficiali e riguarda proprio la mente.
Molti in questi giorni avranno provato quella sensazione di esaurimento cognitivo, difficoltà a concentrarsi, irritabilità che sale senza un motivo preciso. E per chi già convive con disturbi psichiatrici, le ondate di calore così prolungate possono trasformarsi in qualcosa di molto più serio.
Perché studiare gli effetti del calore sul cervello è così complicato
Le ondate di calore sono eventi improvvisi, difficili da prevedere con largo anticipo, e questo rende complicato misurarne l’impatto sul cervello. Qualche indizio arriva da chi col caldo estremo ci lavora. Alcuni studi hanno testato le capacità cognitive dei pompieri prima e dopo un addestramento dentro edifici in fiamme. Il risultato? Dopo l’esposizione al calore, per i Vigili del Fuoco diventa più difficile concentrarsi e tenere alta l’attenzione. Le facoltà tornano normali dopo circa 20 minuti a temperature regolari, il tempo che serve all’organismo per raffreddarsi. Va detto però che per i pompieri parliamo di pochi minuti sotto un caldo intenso. Non di giorni o settimane sotto una cappa afosa, senza tregua nemmeno di notte. Ed è qui che il discorso cambia.
Chi soffre già di disturbi mentali paga il prezzo più alto
I dati raccolti dopo le ondate di calore raccontano una correlazione piuttosto netta tra temperature molto sopra la media di una data regione e aumento degli accessi ospedalieri per disturbi mentali. Uno studio dell’Università di Oxford pubblicato nel 2023 ha rilevato che i periodi di calore intenso sono associati a un aumento dei ricoveri per disturbi mentali del 9,7% rispetto ai periodi con temperature nella norma. I più esposti sono proprio coloro che già convivono con una fragilità. Durante un’ondata di calore che colpì il Canada nel 2021, le persone affette da schizofrenia ebbero un rischio di morire tre volte più alto rispetto agli altri.
Ma in che modo le temperature record danneggiano la mente? Una parte della risposta ha a che fare con la socialità. Col caldo estremo si riducono le occasioni di incontro fuori casa, molti rinunciano all’attività fisica e dormire bene diventa un’impresa. Sonno, movimento e vita sociale sono tre pilastri della salute mentale, e il caldo li mette in crisi tutti e tre insieme. Poi c’è la chimica. Studi condotti sugli animali suggeriscono che il calore eccessivo interferisca con i livelli di alcuni neurotrasmettitori, con il modo in cui i neuroni comunicano tra loro e persino con l’ossigenazione del cervello.
Bambini e ragazzi, i più esposti e i più fragili
I bambini nati nel 2020 vivranno un numero di ondate di calore sette volte superiore a quello sperimentato dai loro nonni. E paradossalmente sono proprio i più giovani a risentirne di più. L’esposizione a temperature estreme, troppo alte ma anche troppo basse, può incidere sullo sviluppo cerebrale e alterare la quantità di sostanza bianca, quella rete di collegamenti tra neuroni che tiene insieme la comunicazione nervosa. Le conseguenze sul singolo individuo restano ancora poco chiare.
Uno studio pubblicato di recente sull’American Journal of Psychiatry ha osservato che per ogni aumento di 1 °C della temperatura media mensile si registra un incremento del 2,97% del tasso di suicidi tra i ragazzi dai 15 ai 24 anni negli Stati Uniti. Più del doppio rispetto a quanto rilevato tra gli over 24, un dato già di per sé allarmante. Gli effetti delle ondate di calore sull’organismo umano stanno emergendo con sempre maggiore chiarezza e chiedono di essere trattati con serietà assoluta, come una vera e propria emergenza sanitaria.