La BYD Yangwang U9 Xtreme è diventata realtà con un debutto che ha scosso l’intero mondo automobilistico. Durante i test all’Automotive Testing Papenburg in Germania, la supercar ha toccato i 496,22 km/h, segnando un nuovo record mondiale di velocità massima per un’auto di serie. Un risultato che ha superato persino i 490,5 km/h della celebre Bugatti Chiron Super Sport 300+. Non è tutto. Sul leggendario Nürburgring, ha fermato il cronometro a 6:59.157, abbattendo il primato della Xiaomi SU7 Ultra, prima elettrica a scendere sotto i sette minuti. Con soli 30 esemplari destinati alla produzione, ogni unità diventa già leggenda.
Design BYD plasmato per la velocità
L’auto nasce sulla base della BYD Yangwang U9 ma riceve un body kit dedicato. Spiccano lo splitter anteriore in fibra di carbonio, il cofano a doppio canale e l’enorme ala posteriore. Un insieme studiato per gestire forze aerodinamiche impressionanti. Il profilo si estende per 4.991 mm di lunghezza, 2.029 mm di larghezza e 1.351 mm di altezza, con un passo di 2.900 mm. I cerchi sono da 20 pollici a cinque razze, gommati con pneumatici semi-slick GitiSport e·Gtr2 Pro, testati per resistere fino a 500 km/h. L’impianto frenante, poi, è carboceramico con pinze in titanio in modo da regalare decelerazioni da brivido. Il posteriore è dominato da un diffusore che esalta stabilità e carico aerodinamico. Dentro questo modello BYD regna un’atmosfera sportiva con fibra di carbonio, Alcantara e la tecnologia digitale dell’infotainment, sempre affiancata da una strumentazione di ultima generazione.
Il centro, a livello tecnologico, della supercar BYD è formato da quattro motori elettrici, capaci di erogare insieme 2.220 kW, equivalenti a 3.018 CV. L’architettura a 1.200 V consente erogazioni istantanee e una gestione raffinata della potenza. Il torque vectoring, attivo oltre 100 volte al secondo, distribuisce la coppia in modo indipendente su ogni ruota. Il telaio sfrutta il sistema DiSus-X, con sospensioni a doppia valvola che regolano il movimento verticale in tempo reale. In accelerazione, frenata e curva, ogni reazione appare calibrata al millimetro. La nuova batteria LFP, sviluppata per l’uso in pista della BYD, è raffreddata da un sistema avanzato di climatizzazione. Resistenza, potenza e controllo convivono così in una sinfonia tecnica che sembra scritta per infrangere limiti. Chi non vorrebbe farci un giro?