Da Bruxelles potrebbe arrivare una decisione destinata a far rumore: dal 2030, le società di noleggio auto e le flotte aziendali potrebbero essere obbligate ad acquistare solo veicoli elettrici. È un’indiscrezione, ma sembra piuttosto fondata, visto che il piano — secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Bild am Sonntag — dovrebbe essere presentato ufficialmente entro la fine dell’estate.
Flotte elettriche obbligatorie: il piano UE che cambia tutto
L’idea è semplice ma potente: dare una spinta concreta alla transizione ecologica nel settore della mobilità. Non stiamo parlando di un dettaglio, perché le flotte aziendali e il noleggio oggi coprono circa il 60% delle nuove immatricolazioni in Europa. Questo significa che una stretta su questo segmento avrebbe un impatto diretto e molto significativo sul mercato automobilistico.
In realtà, non è proprio una sorpresa. La Commissione Europea aveva già anticipato a marzo una possibile regolamentazione più rigida, parlando di quote crescenti di veicoli elettrici per le flotte. Però finora nessun testo ufficiale è stato pubblicato. Le conferme sono poche, ma i lavori sono chiaramente in corso.
Non tutti però accolgono bene questa prospettiva. Politici, manager e rappresentanti del settore hanno già fatto sentire la loro voce. Il timore più diffuso è che si spinga verso l’acquisto di auto elettriche senza che ci siano davvero le condizioni per farlo. Markus Ferber, eurodeputato della CSU, ha scritto alla Commissione per fermare il progetto, mentre da Leaseurope arriva l’accusa di voler anticipare troppo i tempi, addirittura prima del previsto stop a benzina e diesel fissato nel 2035.
Le critiche più forti riguardano un problema concreto: la rete di ricarica. Ancora troppo lenta, scarsa e in molte zone praticamente inesistente — soprattutto quella veloce, indispensabile per chi lavora su strada. Insomma, l’idea di elettrificare le flotte suona bene, almeno sulla carta, ma tra il dire e il fare c’è un’infrastruttura che ancora manca. E anche i più convinti sostenitori della svolta green devono ammettere che, senza colonnine, i buoni propositi rischiano di restare… fermi in ricarica.