Le bollette elettriche stanno diventando un problema serio in queste settimane di caldo intenso, con i prezzi dell’energia che hanno toccato livelli che non si vedevano da tempo. Il motivo è una combinazione di fattori che si intrecciano tra loro, ma il punto di partenza è semplice da capire. Quando le temperature salgono, la richiesta di elettricità cresce e non poco, perché condizionatori e sistemi di raffreddamento vanno a pieno regime praticamente ovunque.
Il dato che racconta meglio la situazione è quello del PUN, il Prezzo Unico Nazionale che fa da riferimento per il mercato elettrico italiano. Ha superato i 197 euro per megawattora, una cifra importante. E il mercato non si è fermato lì, perché la contrattazione di oggi ha già stabilito il prezzo di domani, che andrà oltre i 207 euro per megawattora. Numeri che finiscono dritti nelle tasche di famiglie e imprese, senza troppi giri di parole.
Il Po in secca e le centrali che si fermano
C’è però un altro elemento che rende tutto più complicato, e ha a che fare con l’acqua. La siccità sta mettendo in difficoltà i fiumi italiani, con il Po che si trova in condizioni critiche. Il problema non è solo la quantità d’acqua che scarseggia, ma anche la sua temperatura. I corsi d’acqua sono diventati troppo caldi, e questo crea grattacapi seri per una parte del sistema di produzione elettrica.
Molte centrali hanno infatti bisogno dell’acqua dei fiumi per raffreddare i propri impianti. Quando l’acqua manca oppure è troppo calda, quel meccanismo di raffreddamento non funziona come dovrebbe. Il risultato è che alcune centrali sono costrette a ridurre la produzione o addirittura a spegnersi del tutto. Meno energia disponibile mentre la domanda sale alle stelle, ed ecco che i prezzi non possono che salire ancora.
Un problema che riguarda tutta l’Europa
La faccenda non si ferma ai confini italiani. Tutta l’Europa sta facendo i conti con lo stesso ostacolo legato all’acqua di raffreddamento. Il caldo eccezionale ha colpito diversi Paesi allo stesso modo, e ovunque le centrali che dipendono dai fiumi si trovano nelle medesime condizioni difficili. Non è quindi una situazione isolata, ma un fenomeno che attraversa buona parte del continente.
Questo intreccio tra caldo, siccità e ridotta capacità produttiva spiega perché in questo periodo l’energia costi tanto. Da un lato la richiesta di elettricità che cresce senza sosta per via delle temperature, dall’altro l’offerta che si assottiglia proprio quando servirebbe di più. Due forze che spingono nella stessa direzione, verso l’alto, facendo lievitare le cifre sul mercato elettrico.
I prezzi ai massimi che stiamo vedendo in queste giornate sono quindi il frutto diretto di questa tempesta perfetta. Finché il gran caldo continuerà a farsi sentire e i fiumi resteranno in queste condizioni, la pressione sul sistema elettrico difficilmente calerà. E ogni euro in più sul megawattora si traduce, alla fine del mese, in un peso maggiore per chi paga la corrente.









