La bolletta dell’elettricità sale e il primo sospettato è sempre lui, il frigorifero. È acceso ventiquattr’ore su ventiquattro, occupa uno spazio enorme in cucina e tiene tutto al fresco senza mai fermarsi. Logico pensare che sia il responsabile numero uno dei consumi domestici. Eppure, nella stessa cucina si nasconde un altro elettrodomestico che in termini di energia è decisamente più vorace. E no, non è quello che la maggior parte delle persone immagina.
Il frigorifero consuma meno di quanto si pensi
Partiamo da un dato che sorprende parecchi: un frigorifero di classe energetica media, anche restando acceso tutto il giorno e tutta la notte, consuma indicativamente tra 100 e 300 kWh all’anno. Che tradotto in soldoni significa più o meno tra 30 e 90 euro sulla bolletta annuale, a seconda del modello e della classe energetica. Certo, non è poco, ma nemmeno il salasso che molti si aspettano. I modelli più recenti, quelli con etichette di efficienza elevata, riescono a restare sotto i 150 kWh annui senza troppi problemi. Insomma, il frigorifero fa il suo lavoro in modo piuttosto efficiente, considerato che non si spegne mai.
Il problema vero è altrove. E sta proprio lì, a pochi passi, magari sotto il piano cottura o incastrato nella colonna dei mobili.
Il forno elettrico: il vero divoratore di energia in cucina
Il colpevole è il forno elettrico. Sembra innocuo perché non lo si usa tutti i giorni, ma quando entra in funzione il consumo schizza in alto in modo impressionante. Un forno tradizionale può assorbire tra i 2.000 e i 2.500 watt per ogni ora di utilizzo. Questo vuol dire che una cottura di un’ora e mezza, situazione normalissima per un arrosto o una teglia di lasagne, brucia circa 3 kWh. Moltiplichiamo questa cifra per tre o quattro utilizzi a settimana e i numeri iniziano a fare davvero male.
Chi usa il forno con regolarità può arrivare tranquillamente a superare i 400 kWh all’anno solo per questo elettrodomestico, con un impatto sulla bolletta che va ben oltre quello del frigorifero. La fase di preriscaldamento, poi, è quella più energivora in assoluto: portare la temperatura interna da zero a 200 gradi richiede uno sforzo enorme da parte delle resistenze.
Qualche accorgimento può fare la differenza. Usare la modalità ventilata anziché quella statica permette di cuocere a temperature più basse (circa 20 gradi in meno) e in tempi ridotti, con un risparmio stimato intorno al 20%. Evitare di aprire lo sportello durante la cottura aiuta a non disperdere calore. E spegnere il forno qualche minuto prima della fine, sfruttando il calore residuo, è un trucco vecchio come il mondo ma ancora incredibilmente efficace.
Anche la scelta del forno elettrico conta: i modelli di ultima generazione con classe energetica A o superiore consumano fino al 40% in meno rispetto a quelli più datati. Per chi sta valutando una sostituzione, è un dettaglio tutt’altro che trascurabile considerando che la differenza si accumula anno dopo anno sulla bolletta dell’elettricità.