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BioWare, James Ohlen difende gli sviluppatori di The Veilguard

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La chiusura di BioWare, decisa da Electronic Arts, ha lasciato centinaia di persone senza lavoro nel giro di un attimo e ha riaperto anche una delle ferite più discusse degli ultimi anni, quella legata a Dragon Age: The Veilguard. A prendere le difese degli sviluppatori finiti nel mirino dei commenti più velenosi è stato James Ohlen, veterano dello studio e direttore creativo di Baldur’s Gate e Baldur’s Gate 2, che ha scelto di intervenire pubblicamente dopo aver letto le reazioni al suo primo messaggio.

Parliamo di una software house legata ad alcune delle saghe fantasy più amate di sempre, da Baldur’s Gate a Dragon Age fino a Mass Effect. Qualunque cosa si pensi dei suoi ultimi giochi, vedere sparire una realtà del genere fa male. Eppure non tutti hanno reagito con la stessa sensibilità davanti a una notizia così pesante.

BuoWare: il primo messaggio di Ohlen e i commenti contro The Veilguard

Appena saputo della chiusura, Ohlen aveva pubblicato un messaggio di sostegno per chi aveva appena perso il posto, definendo gli ex colleghi “alcuni dei migliori sviluppatori di giochi di ruolo al mondo”. L’invito era diretto: chi cerca scrittori, designer, artisti o ingegneri dovrebbe partire proprio da loro. E agli ex dipendenti dello studio offriva una mano concreta, cioè una sua presentazione personale nel caso potesse servire.

Un gesto semplice e difficile da criticare. Sotto quel post però non sono arrivati soltanto messaggi di solidarietà o di affetto per chi era rimasto a casa all’improvviso. Anzi, la sezione dei commenti si è riempita di attacchi rabbiosi che puntavano il dito contro il team di The Veilguard, accusato di aver causato il crollo dell’intero studio. Un clima decisamente poco piacevole, che evidentemente non è sfuggito allo stesso Ohlen.

“La maggior parte del team non aveva voce in capitolo”

Il 22 ottobre 2026 il veterano di BioWare è tornato sull’argomento con un nuovo messaggio, stavolta dedicato proprio agli sviluppatori dell’ultimo capitolo della serie. “Molti di voi hanno risposto al mio ultimo post, quindi ecco qualche riflessione”, ha scritto. “La maggior parte delle persone in un team delle dimensioni di quello di Veilguard ha avuto poca o nessuna voce in capitolo sulle cose che non vi sono piaciute. Fino alla fine BioWare aveva ancora molte persone che avevano lavorato ai giochi che avete amato.”

Ohlen non si nasconde dietro una posizione di comodo. Ammette di avere anche lui qualche problema con l’intrattenimento moderno, soprattutto quando i messaggi politici finiscono per intralciare una buona narrazione. Allo stesso tempo ricorda di essere stato il responsabile delle Broodmother in Dragon Age Origins, ma anche colui che voleva rendere Zevran disponibile per una relazione con personaggi dello stesso sesso. Racconta poi che anni dopo suo figlio gli ha confidato di essere gay, con il permesso di condividerlo, e che lui stesso si è convertito al cattolicesimo qualche anno fa. Padre e figlio si vogliono bene e si divertono a discutere di politica e religione.

Il suo personaggio preferito è Conan il Barbaro e tra gli artisti che ama di più cita Frank Frazetta, Brom e Chris Achilleos. Il senso di tutto questo lo spiega lui stesso: “Quello che sto cercando di dire è che è possibile avere opinioni che non rientrano perfettamente nel campo politico di nessuno, e amare e rispettare persone con cui non si è d’accordo. Le persone sono complicate. Questo vale anche per chi crea i giochi che amate o che odiate.”

Le critiche a Dragon Age: The Veilguard

Dragon Age: The Veilguard aveva ottenuto valutazioni solide dalla critica, ma una fetta consistente dei fan storici della saga si è mostrata molto severa verso alcune scelte di design dello studio. Alcune obiezioni sono del tutto ragionevoli. Esiste però una minoranza piuttosto rumorosa che ha preso l’introduzione di un compagno non binario reclutabile come la prova che BioWare fosse diventata “woke”, rovinando la serie per sempre. Sembra essere proprio a queste critiche che Ohlen ha voluto rispondere, pur pensando lui stesso che i messaggi politici possano a volte interferire con il racconto.

Sullo sfondo resta anche il destino delle grandi saghe dello studio. Secondo un ex responsabile di BioWare, la chiusura decisa da EA potrebbe portare alla vendita dei diritti di Mass Effect e Dragon Age, ma l’editore potrebbe anche semplicemente decidere di “seppellirli nel caveau”.

Fonte: TecnoAndroid

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