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La quinta stagione di Battlefield 6 è arrivata insieme a un nuovo Battle Pass ricco di ricompense e oggetti cosmetici, ma a far discutere la community non sono tanto i contenuti in sé quanto il modo in cui alcuni di questi sembrano essere stati realizzati. Diverse skin presentano infatti dettagli piuttosto strani, abbastanza da far nascere il sospetto che dietro ci sia la mano dell’intelligenza artificiale generativa. Armi sistemate in posizioni improbabili e scritte sbagliate sono le imperfezioni che chi ha un minimo di familiarità con le immagini prodotte dall’IA riconosce quasi al volo, ed è proprio su questi elementi che si è concentrata l’attenzione dei giocatori.
Cinque pistole sul petto e una scritta sbagliata
Le segnalazioni più discusse sono state condivise su X da Battlefield Intel, un account indipendente che segue da vicino il gioco. In una delle immagini compare un soldato con una maschera che per certi versi richiama quella di Batman. Fin qui nulla di strano. Quello che ha colpito molti utenti è piuttosto la presenza di cinque pistole agganciate alle tasche sul petto del giubbotto tattico, una disposizione decisamente insolita che difficilmente avrebbe senso anche nel più fantasioso degli equipaggiamenti.
Un’altra skin finita sotto la lente mostra la scritta “Secuty”, con ogni probabilità una versione storpiata di “Security”. I testi deformati o imprecisi sono uno dei segnali tipici delle immagini generate dall’IA, anche se da soli non bastano a dimostrare nulla. Un refuso può scappare anche a un grafico in carne e ossa, del resto.
Poi c’è il caso forse più curioso. Un soldato pesantemente corazzato, simile a un artificiere addetto alla disattivazione di ordigni esplosivi, sfoggia una protezione davvero ingombrante ma ha la testa completamente scoperta. Un dettaglio poco realistico che tra i giocatori ha generato tanto ironia quanto perplessità.
Va detto con chiarezza che nessuna di queste segnalazioni conferma che le skin siano state effettivamente create con l’IA. In assenza di chiarimenti ufficiali la vicenda va presa con la dovuta cautela. Al di là dello strumento utilizzato, però, il nodo principale riguarda la qualità dei contenuti, soprattutto quando oggetti inseriti nel Battle Pass mostrano errori evidenti o elementi poco credibili.
Le promesse di DICE e i precedenti
Non è la prima volta che Battlefield 6 finisce al centro di polemiche di questo tipo. Già nel 2025 alcuni giocatori avevano scovato un adesivo che raffigurava un fucile apparentemente dotato di due canne, un’anomalia piuttosto bizzarra che aveva acceso i primi dubbi sull’impiego di strumenti generativi nella produzione del titolo.
Prima del lancio del gioco Rebecka Coutaz, vicepresidente e direttrice generale di DICE, aveva spiegato alla BBC che l’IA generativa era stata utilizzata nelle prime fasi dello sviluppo, con l’obiettivo di lasciare ai team più tempo e più spazio per la creatività. Nella stessa occasione aveva però assicurato che i giocatori non avrebbero mai visto contenuti generati con questa tecnologia nella versione finale. Proprio per questo le nuove segnalazioni hanno fatto rumore, anche se le imperfezioni individuate finora non bastano a provare che le skin siano frutto dell’intelligenza artificiale.
Intanto lo sparatutto di Electronic Arts si arricchisce di un’altra novità. È arrivato infatti l’Ultimate Shortcut Kit, un pacchetto dal costo di 30 euro che consente di accelerare la progressione.
Fonte: TecnoAndroid


