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Barbie 2 a rischio: Warner e Mattel hanno tempo fino a dicembre

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Il futuro di Barbie 2 è tutt’altro che scontato, e adesso c’è pure una scadenza a fare pressione. La pellicola più incassante nella storia di Warner Bros. rischia di restare senza seguito, perché le trattative con i protagonisti non stanno filando lisce come si sperava. Il nodo è questo: entro dicembre serve un accordo, altrimenti i diritti tornano nelle mani di Mattel, l’azienda che possiede la celebre bambola. Quattro mesi, non uno di più, per capire come andrà a finire.

Fare un seguito quando hai tra le mani uno dei fenomeni più clamorosi del cinema recente sembra la scelta più ovvia del mondo. E infatti Warner ci vuole provare. Barbie, uscito nelle sale nel luglio 2023, ha incassato 1.447 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando il film più visto di quell’anno. Diretto da Greta Gerwig e interpretato da Margot Robbie, anche produttrice, e da Ryan Gosling, si è trasformato in un tesoro prezioso per lo studio. Otto candidature agli Oscar, inclusa quella per il Miglior Film, e una statuetta portata a casa per la Miglior canzone originale, “What Was I Made For?”. Con numeri del genere, difficile resistere alla tentazione di spremere ancora l’arancia.

Compensi, cause legali e un progetto Netflix di mezzo

L’accordo studiato da Warner Bros. per il sequel prevede che a Mattel vada una fetta degli incassi lordi, più o meno come era successo con il primo capitolo. Il vero ostacolo però sono proprio Gerwig, Robbie e Gosling, con cui lo studio non ha ancora trovato la quadra. E sono figure indispensabili, considerando che Gerwig oltre a dirigere ha anche firmato la sceneggiatura insieme a Noah Baumbach.

I dirigenti trattano da mesi con attori e regista, che al momento del primo film non avevano voluto inserire nei contratti una clausola sul seguito. Di solito gli studi spingono parecchio per far accettare condizioni del genere, ma stavolta Warner Bros. si è presa il rischio da sola. Le offerte per il secondo film mettevano sul tavolo una percentuale sugli incassi al raggiungimento di certi risultati al botteghino, oltre ad alcuni aumenti di stipendio. Per dire, a Gosling sarebbero andati 20 milioni di dollari contro i 12,5 milioni presi per il primo capitolo. Sul compenso di Robbie invece bocche cucite. A quanto pare David Zaslav, amministratore delegato di Warner Bros. Discovery, ha giudicato le offerte troppo generose e non le ha approvate.

Il tutto capita in un periodo complicato. La fusione tra Warner Bros. Discovery e Skydance, di cui fa parte Paramount, è finita in stallo dopo che alcuni procuratori generali statali hanno presentato una causa per bloccarla. Warner Bros. deve quindi continuare a operare in autonomia, e in questo scenario Barbie resta un asset fondamentale.

Se il sequel salterà, non sarà certo per mancanza di idee da parte di Gerwig. La regista un’idea per il nuovo film ce l’ha, ma non ha intenzione di svelarla allo studio né di mettersi a scrivere finché il contratto non sarà chiuso. Al momento è tutta presa dal suo nuovo progetto ambizioso per Netflix, Le cronache di Narnia, che avrà una finestra esclusiva nelle sale di oltre 45 giorni. Una cosa mai vista prima per un film originale della piattaforma di streaming. L’uscita mondiale nei cinema è fissata per il 12 febbraio 2027.

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