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Charlie Hunnam ha raccontato un dettaglio piuttosto tenero su come riusciva a staccare la spina dopo giornate passate a interpretare uno dei personaggi più inquietanti della sua carriera. L’attore, oggi 46 anni, ha spiegato che il segreto per lasciarsi alle spalle il buio di Ed Gein aveva quattro zampe e faceva le fusa. Due gattini, per la precisione, adottati durante le riprese di Monster: La storia di Ed Gein.
Conosciuto in tutto il mondo soprattutto per il ruolo di Jax in Sons of Anarchy, Hunnam ha affrontato con questa miniserie Netflix una delle sfide più complesse della sua carriera. Tanto complessa da valergli una candidatura agli Emmy. Dare volto a un assassino seriale realmente esistito, studiato nei minimi dettagli, non è certo un lavoro che ci si scrolla di dosso a fine giornata.
Come si stacca da un personaggio così pesante
In un’intervista con The Hollywood Reporter, gli è stato chiesto proprio questo, ovvero se avesse un metodo per rilassarsi dopo ogni scena. E la risposta ha sorpreso un po’ tutti. “Ho adottato un paio di gattini mentre ero a Chicago durante la seconda metà delle riprese, e alloggiavo in un hotel davvero bello”, ha raccontato l’attore. Non sempre, però, perché parte del set si trovava in mezzo al nulla e alcune sistemazioni erano a dir poco pessime.
Quando invece la troupe si spostava a Chicago città, Hunnam soggiornava al Four Seasons. Il motivo è curioso. Max, il regista, aveva un amico lì che aveva procurato una buona tariffa, e l’attore voleva stare vicino a lui perché sapeva che avrebbero avuto parecchio di cui parlare. Una volta sistemato, ha chiesto se poteva tenere i due gattini in camera. Nessun problema, gli hanno detto.
Una gattara a tempo pieno e tre ore di coccole
C’è un particolare che rende tutto ancora più simpatico. “Prendo molto sul serio la cura dei miei animali”, ha spiegato Charlie Hunnam. Lavorando 14 o 15 ore al giorno, ha dovuto assumere una persona che si occupasse dei gatti per circa otto ore quotidiane. Non se la sentiva di lasciarli soli tutto quel tempo.
“Sono passati dalla vita di strada a una vera scalata sociale, vivendo la vita del Four Seasons, con una cat sitter a tempo pieno che giocava con loro. Così io tornavo a casa dal mondo più oscuro e passavo letteralmente tre ore a giocare con i miei gattini”, ha aggiunto l’attore. Un rituale semplice, quasi infantile, ma evidentemente efficace per non portarsi dietro il peso di quel ruolo.










