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Aziende indietro con gli obiettivi climatici
L’analisi di Carbon Tracker si concentra su sei aree chiave. Quest’ultime riflettono l’impegno e le strategie delle aziende verso la riduzione delle emissioni e la sostenibilità. Tali aree includono gli investimenti, i nuovi progetti, le previsioni sulla produzione futura, i target di emissioni, le emissioni di metano e la remunerazione dei dirigenti. In generale, i risultati sono sconfortanti. Le aziende petrolifere non solo non stanno accelerando la loro transizione energetica. Ma stanno addirittura rallentando i propri impegni.
Anche le aziende considerate più “sensibili” al cambiamento climatico, come i giganti europei BP, Shell ed Eni, stanno mostrando segnali preoccupanti di arretramento. Un altro punto critico riguarda la produzione futura. Molte delle principali aziende petrolifere, inclusi nomi come ConocoPhillips, Eni e QatarEnergy, prevedono aumenti importanti della produzione nei prossimi anni. Contravvenendo agli obiettivi globali di riduzione delle emissioni. Solo alcune aziende, come Repsol e Harbour Energy, si distinguono per piani di riduzione della produzione. Ciò anche se, in tale caso, le misure sono considerate insufficienti rispetto agli standard necessari per contrastare il cambiamento climatico.
Il rapporto di Carbon Tracker è decisamente allarmante: la transizione energetica rischia di fallire. Ciò se le aziende continueranno a perseguire strategie contro gli obiettivi climatici. Ecco è importante che aziende ed istituzioni intervengano repentinamente e con grande impegno.










