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Auto cinesi superano le giapponesi in Europa: è la prima volta

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Per la prima volta in un intero trimestre le auto cinesi hanno superato quelle giapponesi nelle immatricolazioni europee. È il dato più interessante emerso dalle rilevazioni sul terzo trimestre 2026, e racconta bene quanto stia cambiando il settore automobilistico nel Vecchio Continente. La partita non si gioca più soltanto tra i grandi gruppi storici europei, perché i produttori arrivati dalla Cina sono riusciti ad allargare in fretta la propria offerta e a intercettare una clientela sempre più attenta al rapporto tra prezzo, tecnologia e consumi.

Non si parla ancora di una leadership assoluta. I costruttori europei continuano infatti a pesare di più sul mercato, ma il sorpasso sui giapponesi mostra con chiarezza quanto velocemente si stiano spostando le preferenze degli automobilisti e, con loro, gli equilibri tra i protagonisti del settore.

Ibride ricaricabili e gamma ampia, la ricetta dei marchi cinesi

Dietro questa crescita c’è soprattutto una scelta strategica precisa. I marchi del Dragone non puntano più soltanto sulle elettriche a batteria ma propongono motorizzazioni diverse, e le ibride plug in stanno dando un contributo importante all’aumento delle vendite. Si tratta di vetture che abbinano un motore termico a uno elettrico ricaricabile alla presa: consentono di coprire buona parte dei tragitti quotidiani a batteria, senza rinunciare alla libertà necessaria per i viaggi più lunghi.

Per chi è ancora indeciso sul passaggio alla mobilità a zero emissioni allo scarico, questa formula diventa un’alternativa concreta. A completare il quadro c’è una gamma sempre più varia fatta di SUV, berline e compatte, con dotazioni tecnologiche ricche e listini competitivi. In pratica le auto cinesi non parlano più soltanto agli appassionati dell’elettrico ma anche a chi vuole un’auto versatile per l’uso di tutti i giorni.

BYD, Chery e i numeri del sorpasso

Le cifre danno la misura del fenomeno. Nel terzo trimestre del 2026 i marchi cinesi hanno conquistato il 12,7% del mercato automobilistico europeo, mentre i costruttori giapponesi si sono fermati all’11,9%. A settembre la quota delle vetture cinesi è salita ancora fino a toccare il 14,5%. Cinque anni prima la loro presenza superava a malapena l’1%, una progressione che rende evidente la rapidità dell’espansione.

Tra i nomi più in vista spicca BYD, sempre più diffusa con le sue elettriche e ibride. Accanto c’è Chery, che sta guadagnando terreno anche grazie ai marchi Omoda e Jaecoo. Nel Regno Unito, per esempio, il SUV Jaecoo 7 si è preso il primo posto nelle classifiche mensili di vendita sia a marzo sia a settembre. Toyota, Nissan e gli altri marchi giapponesi possono contare su una reputazione solida e su una rete commerciale ben radicata, ma oggi si trovano davanti rivali che avanzano a ritmi sostenuti.

Dalle importazioni alle fabbriche europee

Il passo successivo è già in corso. Per rafforzare la propria posizione e dipendere meno dalle importazioni, diversi gruppi stanno puntando sulla produzione in Europa. BYD è vicina al completamento del suo stabilimento in Ungheria, mentre Chery sta preparando un progetto produttivo a Barcellona. Anche Leapmotor, grazie all’accordo con Stellantis, ha avviato l’assemblaggio del SUV B10 nell’impianto di Saragozza, in Spagna.

Nel frattempo Bruxelles prova a tenere insieme apertura commerciale e protezione dell’industria locale. Dopo i dazi aggiuntivi imposti sulle elettriche a batteria prodotte in Cina, sono ora in discussione nuove misure che riguardano le importazioni di ibride e gli incentivi collegati alla produzione sul territorio europeo. Per i marchi cinesi l’obiettivo è trasformare la crescita delle immatricolazioni in una presenza stabile, sostenuta da assistenza, ricambi e stabilimenti locali.

Fonte: TecnoAndroid

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