In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
La fotografia dell’industria automobilistica mondiale nei primi sette mesi del 2026 racconta una storia già scritta ma sempre più netta, con la Cina che domina i lanci di nuovi modelli lasciando indietro Europa, Giappone e Stati Uniti. Da gennaio a luglio sono arrivati sul mercato 102 nuovi modelli di serie, appena uno in più rispetto ai 101 dello stesso periodo del 2025. Un ritmo praticamente identico, quindi, ma dietro quell’equilibrio si nasconde uno squilibrio geografico che diventa ogni anno più evidente.
La Cina fa la parte del leone tra i lanci mondiali
I costruttori cinesi si prendono la scena senza troppi giri di parole. Hanno firmato 57 dei 102 nuovi modelli presentati finora, circa il 56% del totale. Numeri che colpiscono soprattutto perché il mercato interno cinese sta rallentando, eppure le aziende del Paese non frenano né sullo sviluppo di nuovi prodotti né sull’espansione all’estero. Tra queste novità, 34 sono disponibili anche in versione completamente elettrica.
L’Europa si ferma a 30 nuovi modelli. A trainare il continente è la Germania con 19 debutti, mentre l’Italia ne mette in fila quattro: Lancia Gamma, Ferrari Luce, Ferrari HC25 e Lamborghini Fenomeno Cabrio. Francia e Repubblica Ceca ne presentano due ciascuna, poi Romania, Spagna e Svezia chiudono il quadro con una novità a testa.
Più staccato il Giappone, fermo a sette nuovi modelli, seguito dalla Corea del Sud con sei. Gli Stati Uniti, che storicamente hanno sempre pesato molto nel settore, si limitano invece a due debutti, entrambi targati General Motors, il gruppo americano proprietario di marchi come Chevrolet, Cadillac e GMC. E c’è un dettaglio che dice parecchio: nel 2026 né Ford né Tesla hanno ancora presentato un modello completamente nuovo.
L’elettrico resta il motore delle novità, avanzano le EREV
La spinta verso l’elettrificazione continua a caratterizzare quasi tutti i lanci. Dei 102 modelli presentati, 61, cioè circa il 60%, sono disponibili anche in versione completamente elettrica. Anche qui la Cina fa da traino, con oltre la metà delle nuove elettriche, seguita dai marchi tedeschi che hanno introdotto 13 modelli a batteria.
Le altre tecnologie elettrificate guadagnano terreno. Le ibride plug-in salgono a 24 nuovi modelli, di cui ben 19 sviluppati da costruttori cinesi e tre da marchi tedeschi. Cresce poi la presenza delle EREV, le auto elettriche ad autonomia estesa. Sono veicoli mossi sempre da un motore elettrico, ma dotati di un piccolo motore a benzina che serve solo a ricaricare la batteria quando serve. Da gennaio ne sono stati presentati 18 e solo tre non portano la firma di marchi cinesi: sono quelli di Volkswagen, gruppo tedesco, Nissan, costruttore giapponese, e Hyundai, azienda sudcoreana. Il punto interessante è che anche questi tre progetti sono stati sviluppati in Cina, l’ennesima conferma del peso che il Paese ha ormai assunto nello sviluppo delle nuove tecnologie automobilistiche.










