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La chiusura dello store digitale di Atari VCS è ormai ufficiale. La società ha annunciato che dal prossimo febbraio il negozio online dell’ibrido tra console e PC verrà disattivato, a nemmeno sei anni dall’avvio della commercializzazione di un sistema che, a questo punto lo si può affermare senza grossi dubbi, non ha ottenuto il successo sperato. C’è però un aspetto positivo in tutta la vicenda, perché Atari non ha alcuna intenzione di lasciare a piedi gli utenti che hanno creduto nel progetto e ha già messo in chiaro come intende muoversi.
Il destino della piattaforma, insomma, sembra segnato. Allo stesso tempo l’azienda ha scelto una strada diversa da quella che spesso si vede in questi casi, quando un prodotto poco fortunato viene semplicemente spento e chi lo possiede si ritrova con un oggetto molto meno utile di prima. Per Atari VCS il piano è un altro e punta a garantire che la macchina continui a funzionare anche senza il negozio online alle spalle.
Cosa cambia con la chiusura dello store di Atari VCS
Il passaggio chiave riguarda un aggiornamento del sistema operativo che verrà distribuito in concomitanza con lo stop dello store. Questo update ha un compito preciso, cioè trasferire sulla macchina locale tutte le funzionalità necessarie al suo funzionamento. In questo modo viene eliminata la dipendenza da server esterni sia per l’autenticazione sia per la gestione del software, due elementi che fino a oggi passavano per l’infrastruttura online dell’azienda.
Tradotto in parole semplici, la console diventerà autonoma. Non avrà più bisogno di dialogare con i server di Atari per verificare l’identità dell’utente o per occuparsi dei programmi installati, e proprio questo dovrebbe permetterle di restare operativa nel tempo. È un dettaglio tecnico che però fa tutta la differenza per chi ha in casa una Atari VCS e non vuole vederla ridotta a un soprammobile.
C’è comunque un rovescio della medaglia. Una volta completata la transizione terminerà anche il supporto ufficiale alla piattaforma, quindi l’azienda smetterà di seguire attivamente il sistema. Se non altro, come sottolineato dalla stessa Atari, l’hardware continuerà a funzionare regolarmente, e per molti possessori questa è la cosa che conta davvero.
Atari Homebrew e il ruolo della community
Durante il periodo di transizione gli utenti riceveranno anche un’applicazione pensata apposta per questa nuova fase. Si chiama Atari Homebrew e avrà un peso rilevante nel futuro della macchina. L’app consentirà di aggiungere giochi sviluppati in modo indipendente, aprendo così la console a titoli che non passano dai canali ufficiali.
Non solo giocatori, però. Atari Homebrew offrirà infatti ai programmatori la possibilità di continuare a creare applicazioni per la VCS e di condividerle con la community. In pratica, lo sviluppo non si fermerà con l’addio dello store, ma passerà nelle mani degli appassionati, che potranno proseguire a costruire contenuti per la piattaforma anche senza la regia dell’azienda.
Per chi possiede ancora la console ci sarà poi un punto di riferimento preciso dove orientarsi. Il canale Discord di Atari Club dovrebbe diventare lo spazio in cui seguire le istruzioni relative alla migrazione del sistema operativo e all’utilizzo delle nuove funzionalità messe a disposizione con l’aggiornamento.
Fonte: TecnoAndroid


