Atari ha messo la firma su un accordo che, se davvero andrà in porto come sembra, porterà dieci dei suoi giochi storici sul grande schermo. A occuparsene sarà Universal Pictures, anche se al momento i dettagli precisi restano avvolti nel mistero e non ci sono ancora conferme su tempistiche o progetti definiti per ciascun titolo.
La cosa curiosa, tanto per partire dal punto più interessante, è che parliamo di videogiochi vecchissimi. Roba che affonda le radici nei primi anni dell’industria, quando un gioco poteva tranquillamente consistere in due rettangoli bianchi che si rimbalzavano una pallina. Immaginare come tutto questo possa diventare un film è un esercizio che mette alla prova la fantasia.
Atari: i dieci titoli finiti nell’accordo
L’elenco dei giochi coinvolti fa un certo effetto per chi conosce la storia del medium. Ci sono nomi come Pong, che praticamente ha inaugurato l’intera faccenda dei videogiochi commerciali, insieme ad Asteroids, Adventure, Berzerk, Breakout, Centipede, Crystal Castles, Millipede, Missile Command e Yars’ Revenge. Dieci pezzi da museo, verrebbe da dire.
Il punto è che alcuni di questi titoli sono davvero complicati da tradurre in una pellicola. Prendiamo Breakout, per dire. Come si costruisce una storia attorno a una barretta che rompe mattoncini? Eppure il cinema ci ha già sorpreso in passato. Basta pensare al film su Tetris, che nessuno avrebbe scommesso potesse funzionare e invece ha preso una strada completamente inaspettata, raccontando le vicende dietro i diritti del gioco più che il gioco in sé.
Cosa punta a fare Universal
Stando a quanto emerso, l’accordo riguarderebbe soprattutto pellicole d’azione e avventura su ampia scala. Il che, va detto, rende ancora più intrigante il tutto, perché associare l’idea del film action a un gioco come Pong o Breakout richiede una bella dose di reinterpretazione creativa. Ma tant’è, sarà il tempo a dire come andranno a finire questi progetti.
A parlarne è stato Wade Rosen, presidente e amministratore delrete di Atari, che ha voluto sottolineare il peso culturale del marchio. Secondo le sue parole, da oltre cinquant’anni l’azienda crea giochi e mondi che continuano a far parte della cultura popolare molto tempo dopo la loro uscita. Rosen si è detto entusiasta della collaborazione con Universal e con la società di produzione Entertainment 360, con l’obiettivo di portare lo spirito del marchio su un nuovo mezzo espressivo.
Vale la pena ricordare che Atari negli ultimi tempi si è mossa parecchio anche sul fronte delle acquisizioni. L’etichetta ha rilevato Thunderful, l’editore dietro giochi come SteamWorld, Planet of Lana e Replaced, segno di una strategia che punta ad allargare parecchio i propri orizzonti. Un’azienda che sembra decisa a giocare su più tavoli, dal recupero dei suoi classici fino all’espansione nel panorama videoludico contemporaneo.
Per ora, comunque, restano più le domande che le risposte. Non si sa quali di questi dieci titoli avranno effettivamente un adattamento concreto, né in quale forma. La sensazione è che l’operazione sia soprattutto una scommessa sul valore nostalgico e sul riconoscimento immediato di certi nomi, capaci ancora oggi di evocare qualcosa anche in chi non ha mai toccato un joystick a quei tempi.


