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L’atelier modenese ARES ha ottenuto l’omologazione europea per ARES S1, la prima supercar progettata interamente in casa. Il traguardo arriva poco dopo la certificazione come Costruttore automobilistico e rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di crescita di un’azienda che ha scelto di mettere radici nel cuore della Motor Valley, a Modena, dove le auto sportive sono quasi una lingua madre.
Non si tratta di un semplice timbro burocratico. Per la realtà emiliana questo via libera dimostra la capacità di tenere insieme una visione stilistica molto riconoscibile e competenze ingegneristiche solide, aprendo nuove prospettive di sviluppo. L’ambizione dichiarata è quella di affermare un modello di eccellenza nell’arte bespoke, dove la ricerca dell’esclusività va di pari passo con standard tecnici e qualitativi elevati. Con ARES S1 l’azienda rafforza la propria capacità di trasformare desideri individuali in vetture uniche e irripetibili, grazie a un approccio in cui design, ingegneria, artigianalità italiana e know how produttivo lavorano insieme in ogni fase del progetto.
Una supercar nata da un foglio bianco

Credits: TecnoAndroid
ARES S1 è stata concepita partendo da zero e realizzata dentro le mura dell’atelier senza compromessi. Il suo carattere guarda a un momento preciso della storia delle corse, quello dei prototipi bassi, larghi e spietati che dominavano i circuiti negli anni Settanta e Ottanta. Quell’istinto è stato tradotto con un’ingegneria raffinata e materiali contemporanei in una vettura dalle linee scultoree, pensata attorno a un’idea molto netta e cioè riportare la guida alla sua forma più pura, senza filtri.

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Ovviamente la personalizzazione ha un ruolo centrale. Il configuratore consente di esplorare colori, finiture, materiali e dettagli fino ad arrivare a una S1 davvero su misura. Si possono scegliere vernici, livree, strisce, cerchi, vetrature, griglie, terminali di scarico, inserti, design e tipologia dei sedili, cuciture, poggiatesta, volante e maniglie. La lista però non si ferma all’estetica perché comprende anche il setup delle sospensioni, l’altezza da terra, la taratura degli ammortizzatori, l’impianto frenante, quello di scarico e i componenti aerodinamici, sempre nei limiti consentiti dall’omologazione.
V8 aspirato, fibra di carbonio e qualche numero

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Il cuore della supercar modenese è un V8 aspirato a iniezione diretta, abbinato a un cambio a doppia frizione a 8 rapporti. Attorno c’è una carrozzeria leggera realizzata interamente in fibra di carbonio e avvolta su un telaio in alluminio. Ogni superficie aerodinamica è stata calibrata con avanzati studi CFD per trovare il giusto equilibrio tra carico verticale massimo, minima resistenza all’avanzamento e stabilità alle velocità più alte. A completare il quadro ci pensano le sospensioni a doppio triangolo e il sistema adattivo Magnetic Ride Control.
Passando ai dati tecnici, il motore a 16 valvole ha una cilindrata di 6.162 cm³ e sviluppa una potenza massima di 495 cavalli. Lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 2,9 secondi mentre la velocità massima tocca i 305 km/h. La trazione è posteriore con differenziale a slittamento limitato e la trasmissione è affidata al già citato cambio DCT a 8 marce. Anche la posizione dei terminali di scarico non è casuale, visto che è stata studiata per ottimizzare sia l’acustica sia i flussi d’aria.
L’abitacolo prende forma attorno all’Alcantara, alla pregiata pelle Nappa e al carbonio lasciato a vista. Quanto all’aspetto normativo, l’omologazione europea di ARES S1 è stata ottenuta ai sensi dell’articolo 44 del Regolamento (UE) 2018/858, nell’ambito della procedura EU Individual Vehicle Approval che disciplina l’approvazione dei veicoli secondo specifici requisiti tecnici e regolamentari previsti dalla normativa comunitaria.
Fonte: TecnoAndroid


