In questo articolo Indice dei contenuti 3 sezioni
A Londra c’è chi punta la sveglia a mezzanotte, come se dovesse accaparrarsi i biglietti di un concerto, e chi ormai si rassegna a scendere in campo alle sette del mattino. Trovare un campo da tennis pubblico in un orario decente nella capitale britannica è diventata una gara persa in partenza. La passione crescente per la racchetta spiega solo in parte il fenomeno, perché dall’altra parte dello schermo a soffiare i posti ai giocatori in carne e ossa ci sono i bot.
Nei 1.400 impianti pubblici della città, prenotabili sul portale ufficiale Clubspark, gli slot serali spariscono in circa un minuto dall’apertura. In un test, l’app Racket Club ne ha bloccato uno in nove secondi. Chi aspetta con il dito sul pulsante allo scoccare dell’ora praticamente non ha alcuna possibilità di spuntarla.
Sniper bot e prenotazioni lampo, il piccolo mercato londinese
Gli sviluppatori li chiamano sniper bot, cioè bot cecchini. Sono programmi che sorvegliano un sito di prenotazione e scattano nell’istante esatto in cui un bene scarso torna disponibile. Per i campi londinesi l’offerta è già un piccolo mercato. Racket Club, lanciata nell’agosto 2025 da un ingegnere software esasperato dalle prenotazioni, consente di scegliere in anticipo campo e orario e spedisce la richiesta in pochi millisecondi, al costo di una sterlina a prenotazione. Altri servizi sono persino più immediati: CourtBooker permette di fissare un appuntamento semplicemente inviando un messaggio a un account Telegram.
I dati raccolti da AnyCourt, un’app che monitora la disponibilità, rendono bene l’idea della pressione sui campi. In sei degli impianti più richiesti, da luglio a settembre, circa il 94% delle ore di punta risultava occupato. E quando qualcuno disdiceva, quattro slot su dieci venivano ripresi entro mezz’ora.
I consigli comunali, proprietari delle strutture, non l’hanno presa bene. Il municipio di Southwark ha vietato bot e strumenti di scraping sul proprio portale e l’All England Club ha fatto altrettanto per il centro pubblico di Raynes Park. Clubspark sostiene di aver rafforzato i controlli, tracciando indirizzi IP e conti bancari sospetti. Eppure quei campi restavano comunque prenotabili tramite Racket Club.
In Italia il caso padel passa da Playtomic
Da noi l’equivalente di Clubspark è Playtomic, piattaforma nata a Madrid nel 2017 e usata dai giocatori per riservare i campi nei circoli privati. In Italia ha costruito una posizione quasi monopolistica acquistando PrenotaUnCampo nel 2020 e oggi dichiara oltre 6.500 club partner nel mondo e più di 4,7 milioni di utenti. Nel frattempo la domanda è esplosa anche nel nostro Paese grazie all’effetto Sinner. I tesserati Fitp (Federazione Italiana Tennis e Padel) sfiorano 1,3 milioni, i campi da tennis sono circa 9.400 mentre quelli da padel superano i 10 mila.
Per ora nessun circolo o giocatore italiano sembra aver denunciato situazioni simili e il tema non è entrato nel dibattito pubblico. C’è però una differenza sostanziale: a Londra si parla di campi comunali, un servizio pubblico in cui l’equità di accesso è un dovere dell’ente, mentre in Italia si gioca nei circoli privati. I bot comunque operano anche qui, seppur in misura minore. Il servizio più strutturato è il francese Padel Snipe, nato per Playtomic e poi esteso ad altre piattaforme, che però non funziona per il tennis. Si collega all’account dell’utente, tiene d’occhio l’apertura del calendario e prenota al posto suo. L’avviso è gratuito, la prenotazione automatica costa 14 euro al mese.
I numeri restano contenuti. Padel Snipe dichiara a livello globale 57 prenotazioni automatiche andate a buon fine per 11 utenti tra il 1° settembre e il 22 ottobre 2026, tutte su Playtomic. La rapidità invece è già da cecchino, visto che lo slot viene bloccato in media 0,43 secondi dopo essere stato rilevato. Le condizioni d’uso di Playtomic non vietano questi strumenti, semplicemente non li menzionano. Proprio per questo servizi del genere riescono a funzionare: il bot entra con le credenziali del giocatore e prenota come farebbe lui a mano, solo molto più in fretta. La piattaforma si riserva comunque il diritto di sospendere qualsiasi account senza motivazione, quindi chi ricorre al bot non commette un illecito e rischia al massimo la chiusura del profilo.
Le contromisure adottate da Hong Kong a San Francisco
Altrove il problema è sentito al punto che si è già passati alle contromisure. A Hong Kong chi viene sorpreso a usare software di prenotazione automatica sul sistema pubblico degli impianti sportivi si vede sospendere l’account per 360 giorni, e lo scorso anno le autorità hanno bloccato oltre 5 milioni di tentativi di accesso fraudolenti. Singapore combina Captcha e verifiche sul posto, con l’obbligo per chi prenota di presentarsi in campo pena la cancellazione. San Francisco ha cambiato sistema nel 2024, ma alla fine nuovi bot sono comparsi lo stesso.
Fonte: TecnoAndroid


