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Ammasso della Vergine: scoperte oltre 2.000 nuove galassie

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Più di 2.000 nuove galassie sono state scoperte nell’ammasso della Vergine, una regione dell’universo che si trova a circa 54 milioni di anni luce dalla Terra. Il risultato arriva da una survey considerata rivoluzionaria e cambia in modo netto l’idea che gli astronomi avevano di questo angolo di cosmo. Praticamente l’ammasso della Vergine è molto più affollato di quanto si pensasse finora, e lo è in misura tutt’altro che marginale.

Per capire la portata della notizia conviene partire dalle parole. Un ammasso di galassie è, in termini semplici, un enorme raggruppamento di galassie tenute insieme dalla gravità. Non si parla di singole stelle o di sistemi solari ma di intere galassie, ciascuna con il suo carico di astri, gas e polveri. Scoprire che dentro uno di questi agglomerati ci sono migliaia di presenze in più rispetto al previsto significa rimettere mano al censimento di un oggetto che sembrava già conosciuto piuttosto bene.

Un vicino di casa più popolato del previsto

Quei 54 milioni di anni luce possono sembrare una distanza impossibile da immaginare, e in effetti lo sono. Eppure su scala cosmica si tratta di una zona relativamente prossima, tanto che il titolo stesso della ricerca sottolinea come queste galassie si trovino “appena” a quella distanza da noi. Un anno luce è lo spazio che la luce percorre in un anno, quindi la luce raccolta dagli strumenti è partita da quelle galassie circa 54 milioni di anni fa. Il quadro osservato oggi è in sostanza una fotografia di un passato molto remoto.

Il punto più interessante è proprio questo contrasto. L’ammasso della Vergine non è un oggetto lontanissimo e sfuggente ai confini dell’universo osservabile ma un vicino di casa, almeno per gli standard dell’astronomia. Proprio per questo colpisce che una porzione così ampia della sua popolazione fosse rimasta fuori dai conteggi. Oltre 2.000 galassie non sono un dettaglio da nota a margine, rappresentano una correzione importante dell’inventario di questa regione.

Il ruolo della survey e cosa cambia nel censimento

A rendere possibile la scoperta è stata una campagna di osservazione descritta come rivoluzionaria. Una survey, nel linguaggio degli astronomi, è un’indagine sistematica di una porzione di cielo, condotta per catalogare in modo ordinato tutto ciò che vi si trova. Non si punta il telescopio su un singolo oggetto già noto ma si scandaglia un’area con metodo, alla ricerca di ogni sorgente rilevabile. È esattamente questo approccio ad aver fatto emergere le nuove presenze nell’ammasso.

Il fatto che la survey venga definita rivoluzionaria lascia intendere che abbia permesso di vedere ciò che in precedenza sfuggiva. Le osservazioni passate avevano restituito un’immagine dell’ammasso della Vergine evidentemente incompleta, e questa nuova indagine ha colmato una parte consistente di quel vuoto. Il risultato è un ritratto più fedele e decisamente più denso di quella zona di cielo.

La conseguenza diretta riguarda il modo in cui viene descritto l’ammasso stesso. Con più di 2.000 galassie aggiunte all’elenco, la Vergine si presenta come un ambiente molto più popoloso e articolato di quanto indicassero le stime precedenti. In parole povere, l’ammasso della Vergine contiene un numero di galassie sensibilmente superiore a quello che gli astronomi gli attribuivano, e tutte queste nuove presenze si trovano a circa 54 milioni di anni luce dalla Terra.

Fonte: TecnoAndroid

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