I conti di Apple raccontano una storia che sembra tutta rose e fiori, eppure il mercato ha reagito col muso lungo. Nella notte italiana di ieri, giovedì 30 luglio, il colosso di Cupertino ha diffuso i numeri relativi al Q3 2026 e sono cifre importanti, di quelle che di solito fanno festeggiare. Solo che stavolta è andata diversamente, con il titolo che ha lasciato sul terreno oltre il 7% subito dopo la pubblicazione dei dati.
A far storcere il naso agli investitori non è stato il presente, tutt’altro. Il problema, se così lo vogliamo chiamare, riguarda quello che verrà. Le parole del CEO Tim Cook hanno acceso più di un campanello d’allarme, perché il numero uno dell’azienda ha parlato apertamente delle difficoltà legate alla catena di approvvigionamento. Non un dettaglio da poco, considerando che questi intoppi potrebbero pesare parecchio nei mesi a venire.
Il timore riguarda soprattutto i prodotti che tengono in piedi buona parte del fatturato, i melafonini in testa. Se la macchina produttiva rallenta, a farne le spese potrebbe essere proprio la crescita degli iPhone, e il tempismo non è dei migliori. Il lancio di iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e del tanto atteso pieghevole iPhone Ultra è dietro l’angolo, con la classica finestra di settembre che si avvicina a grandi passi.
iPhone sempre in prima fila, servizi in crescita ma senza strappi
Andiamo a guardare i numeri più da vicino, perché meritano attenzione. Nel corso del terzo trimestre dell’anno fiscale 2026, Apple ha messo a segno ricavi per 109,4 miliardi di dollari, che al cambio attuale si aggirano intorno ai 101 miliardi di euro. Un balzo del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, e un risultato leggermente sopra le previsioni degli analisti, che si aspettavano qualcosa attorno ai 109 miliardi di dollari, cioè poco più di 100 miliardi di euro.
I melafonini restano il motore principale, quello che spinge davvero i conti verso l’alto. La divisione servizi si è comportata bene, con numeri solidi, anche se non ha regalato quelle sorprese clamorose che a volte fanno la differenza nelle aspettative di Wall Street. Insomma, tutto abbastanza in ordine, con qualche riserva sul comparto che negli ultimi anni era diventato la stella nascente dei bilanci di Cupertino.
Il vero nodo, come detto, resta la questione delle forniture. Quando a sollevare il tema è direttamente Tim Cook, gli investitori drizzano le antenne, perché di solito il CEO è tutt’altro che allarmista. Il fatto che abbia scelto di mettere le mani avanti proprio a ridosso della presentazione dei nuovi iPhone ha reso il quadro ancora più delicato agli occhi del mercato.
La reazione in borsa parla chiaro, con quel meno 7% che pesa come un macigno nonostante i conti trimestrali dicano il contrario. Un paradosso solo apparente, perché chi investe guarda sempre avanti, e le parole di Cook hanno spostato l’attenzione dai risultati appena archiviati alle incognite dei prossimi mesi. Con il debutto di iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e iPhone Ultra ormai imminente, ogni segnale di difficoltà nella produzione diventa materia sensibile per gli analisti e per chiunque tenga d’occhio l’andamento del titolo.









