I chip MacBook di Apple stanno per cambiare ordine, e chi conta di aspettare il modello migliore potrebbe ritrovarsi a pagare di più per averlo più tardi. Secondo le informazioni circolate, l’azienda di Cupertino starebbe rimescolando la sua tabella di marcia per il silicio di fascia alta, con una mossa che coinvolge anche il Mac Studio e che arriva prima di quanto molti immaginassero. Il base M6 esce comunque quest’anno, ma le versioni più potenti saltano direttamente avanti.
Apple salta del tutto la fascia alta del M6
A raccontare il riordino è Mark Gurman, una voce che sul fronte dei piani Apple ha un curriculum piuttosto affidabile, anche se le tabelle di marcia possono sempre cambiare. Il punto è semplice. Un M6 base arriva quest’anno, mentre i livelli superiori, ovvero Pro, Max e Ultra, fanno un balzo direttamente verso il M7. Niente versioni di fascia alta del M6, quindi.
Il cambiamento si nota soprattutto sul nuovo MacBook Pro con schermo touch. Si pensava che questo modello ridisegnato avrebbe montato chip M6, ma adesso pare che la prima versione esca con M5 Pro e M5 Max, con un seguito basato su M7 già in lavorazione. Insomma, il modello che molti aspettavano arriva con il silicio attuale e non con quello che ci si immaginava.
Perché dietro questo riordino c’è l’intelligenza artificiale
Per la maggior parte delle persone il succo è più semplice dei nomi dei chip. Il riassetto viene collegato al lavoro sempre più pesante di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo, quella che fa girare i modelli in locale invece che nel cloud. Roba che scalda parecchio e mette sotto stress il silicio.
Il Mac Studio è l’esempio più chiaro. Si era già parlato di come la carenza di memoria avesse spostato i tempi di questo prodotto. Adesso si parla di una versione M5 Ultra in arrivo quest’anno, con un M7 Ultra previsto per il 2028. Nel frattempo Apple avrebbe rivisto le componenti interne, incluso un dissipatore migliore proprio per reggere questi carichi di lavoro legati all’IA.
Per chi sta valutando un desktop o una workstation della concorrenza, al momento non cambia granché. Si legge come un riassetto interno legato a temperature e tempistiche, non come una corsa alle specifiche a cui correre dietro.
Per chi cambia davvero qualcosa
Chi ha appena comprato un Mac con M5 o M5 Pro non ha motivo di pentirsi. Il riordino riguarda quello che arriva, non quello che è già sulla scrivania. A doverci fare attenzione sono semmai quelli che stanno aspettando il MacBook Pro touch o un nuovo Mac Studio.
Allo stato attuale il salto generazionale vero, quello del M7, è riservato a un modello successivo. Aspettare la versione migliore vuol dire con ogni probabilità aspettare ben dentro la finestra del M7. E con i prezzi dei Mac che intanto sono saliti, tenere duro significherebbe pagare di più per avere il prodotto più avanti nel tempo.
Resta la curiosità di vedere il MacBook Pro touch all’opera e capire se vale davvero l’attesa. Per il momento però il quadro è questo, con il salto più interessante rimandato a un modello ancora in fase di sviluppo.