John Giannandrea lascia Apple dopo otto anni alla guida della divisione intelligenza artificiale e machine learning. La notizia era nell’aria da mesi, ma ora ha una data precisa: la sua uscita si concretizzerà nel corso di questa settimana, chiudendo un capitolo importante e, per certi versi, turbolento nella storia recente di Apple.
Apple perde il suo capo dell’AI: 8 anni tra aspettative e risultati controversi
Era il 2018 quando Tim Cook decise di portare a bordo Giannandrea, strappandolo a Google con l’obiettivo dichiarato di dare una svolta alle operazioni di AI e machine learning dell’azienda di Cupertino. Un colpo di mercato importante, almeno sulla carta. Giannandrea ricopriva il ruolo di senior vice president per la strategia di machine learning e intelligenza artificiale, e il suo compito più significativo è arrivato nel 2024, quando Apple ha presentato al mondo la propria suite di funzionalità AI durante il WWDC (Worldwide Developers Conference).
Eppure, le cose non sono andate esattamente come sperato. I problemi con Siri e con Apple Intelligence si sono accumulati, e già verso la fine dello scorso anno era stato annunciato che Giannandrea avrebbe lasciato l’azienda. Il processo, in realtà, era cominciato ben prima dell’annuncio ufficiale. Il suo ruolo nella supervisione dello sviluppo dell’intelligenza artificiale era stato progressivamente ridimensionato nei mesi precedenti.
Non proprio un fallimento personale
Mark Gurman, nella sua newsletter Power On, offre una lettura diversa della vicenda. Secondo Gurman, i problemi legati ad Apple Intelligence non sarebbero da attribuire direttamente a Giannandrea. Il punto, piuttosto, riguarda il modo in cui funziona la leadership di Apple. Il vertice dell’azienda viene gestito come una piccola impresa familiare, e figure esterne come Giannandrea non ricevono abbastanza potere per imprimere cambiamenti reali.
C’è poi un dettaglio che la dice lunga sull’atteggiamento interno. La dirigenza di Apple era inizialmente resistente all’intelligenza artificiale generativa. Craig Federighi, il responsabile del software, avrebbe liquidato con una certa sufficienza l’esplosione iniziale di ChatGPT. Poi, una sera, ha provato a farsi aiutare dall’AI nella scrittura del codice e da quel momento ha iniziato a spingere con molta più convinzione verso l’adozione di queste tecnologie. Un cambio di rotta che racconta molto della cultura aziendale e delle dinamiche interne a Cupertino.
L’addio e cosa farà adesso Giannandrea
Stando sempre a quanto riportato da Gurman, il 15 aprile verranno assegnate le azioni Apple previste dal piano di compensazione, e con tutta probabilità è proprio questo il motivo per cui Giannandrea ha atteso fino ad ora. I suoi ultimi giorni in azienda si concluderanno nel corso di questa settimana.
Per quanto riguarda il futuro, è improbabile che Giannandrea entri subito a far parte di un’altra grande azienda tecnologica. Le indicazioni raccolte da Gurman suggeriscono che abbia intenzione di dedicarsi a un’attività di consulenza nel mondo delle startup. Un cambio di passo netto rispetto agli ultimi otto anni trascorsi dentro una delle aziende più strutturate del pianeta.
Il curriculum di John Giannandrea resta comunque di altissimo livello, e la scelta di Tim Cook di assumerlo nel 2018 aveva una logica solida. A volte, però, una persona e un’azienda semplicemente non funzionano insieme, e questo sembra essere stato esattamente il caso.