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Apple, l’UE valuta una tassa annuale per chi supera 100 milioni

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Una nuova tassa annuale allo studio dell’Unione Europea potrebbe finire per riguardare da vicino anche Apple. A Bruxelles si sta infatti valutando un prelievo periodico pensato per le grandi aziende, cioè quelle che superano la soglia dei 100 milioni di euro di fatturato. Un perimetro piuttosto largo, dentro il quale rientrerebbero senza particolari difficoltà i nomi più noti del settore tecnologico, a cominciare dall’azienda di Cupertino per arrivare a Google e Meta.

Vale la pena chiarire subito un aspetto. Per ora si parla di una valutazione e non di una misura già approvata. Il progetto però ha un’impostazione abbastanza netta e si basa su un criterio legato ai ricavi, senza distinzioni particolari tra un comparto e l’altro. È proprio questo dettaglio a renderlo interessante, perché il nuovo tributo non nascerebbe come uno strumento rivolto esclusivamente ai giganti del digitale ma finirebbe comunque per colpirli in pieno.

Chi rientra nella soglia dei 100 milioni di euro

Il cuore della proposta sta tutto in quel numero. Fissare il limite a 100 milioni di euro di giro d’affari significa rivolgersi a realtà di dimensioni considerevoli, lasciando fuori le piccole e medie imprese. Il prelievo, almeno nelle intenzioni, toccherebbe quindi chi opera su scala ampia e dispone di bilanci importanti. Ed è qui che entrano in scena le Big Tech, che quella soglia la superano con un margine enorme.

Apple, Google e Meta vengono citate perché rappresentano l’esempio più evidente di aziende che ricadrebbero nel campo di applicazione della nuova imposta europea. Il fatto che vengano indicate come coinvolte “anche” loro lascia intendere che il raggio d’azione sarebbe più esteso e non limitato al mondo della tecnologia. Le tre società statunitensi, insomma, non sarebbero le uniche chiamate a contribuire ma figurerebbero senza dubbio tra le più esposte, vista la mole dei ricavi che generano.

Cosa significherebbe per Apple, Google e Meta

La parola chiave, in questo caso, è annuale. Non si tratterebbe di un contributo una tantum o di una sanzione legata a un singolo episodio, bensì di un pagamento ricorrente da versare ogni anno. Per un’azienda come Apple questo vorrebbe dire inserire una nuova voce fissa tra i costi da sostenere per operare nel mercato europeo, accanto a tutti gli altri obblighi già esistenti.

Sull’entità precisa del prelievo e sulle modalità di calcolo non c’è ancora chiarezza, e lo stesso vale per i tempi di un’eventuale entrata in vigore. Trattandosi di una proposta in fase di studio, molti aspetti potrebbero cambiare strada facendo oppure essere ridefiniti nel corso del confronto tra le istituzioni. Il principio di fondo, quello di una tassa legata al fatturato e applicata con cadenza regolare, resta comunque il punto di partenza su cui si sta ragionando.

Per Google e Meta il discorso sarebbe del tutto simile. Entrambe superano ampiamente la soglia prevista e dunque si troverebbero nella stessa posizione dell’azienda guidata da Tim Cook. L’Unione Europea sta quindi valutando un tributo annuale destinato alle società con oltre 100 milioni di euro di fatturato, e tra i soggetti coinvolti figurerebbero proprio Apple, Google e Meta.

Fonte: TecnoAndroid

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