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Apple contro OpenAI, il giudice autorizza l’esame di un Mac mini

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Nella causa sui segreti industriali che contrappone Apple a OpenAI, il giudice federale Edward Davila ha concesso a Cupertino un’altra vittoria procedurale. Gli avvocati della Mela potranno esaminare un Mac mini personale, diversi account e le attività svolte su ChatGPT, Claude, Codex e OpenClaw. Il magistrato ha inoltre autorizzato nuove verifiche sul lavoro di Chang Liu, uno dei due ex dipendenti finiti al centro del procedimento.

La decisione è arrivata nelle ultime ore, a due settimane di distanza da una prima ordinanza che aveva lasciato in sospeso una parte delle richieste avanzate contro OpenAI. In quell’occasione il giudice le aveva definite “troppo ampie” e aveva chiesto di circoscrivere meglio quali informazioni aziendali dovessero finire sotto la lente. Nel frattempo le parti hanno trovato un’intesa e alcune verifiche escluse in un primo momento adesso potranno andare avanti. Un passo indietro tecnico, insomma, seguito da quello in avanti di questi giorni.

Batterie, energia e metalli al centro della disputa

Il contenzioso era partito lo scorso luglio, quando Apple aveva portato in tribunale Liu, Tang Yew Tan, OpenAI e io Products. Secondo l’azienda californiana i due ex dipendenti avrebbero acquisito o utilizzato senza autorizzazione materiale riservato, che potrebbe aver contribuito allo sviluppo dei dispositivi hardware di OpenAI. Le informazioni contestate riguardano soprattutto la progettazione delle batterie, i sistemi di gestione energetica e alcune tecniche di lavorazione dei metalli.

Per quanto riguarda Liu, Apple avrà accesso ai registri delle attività svolte con gli strumenti di intelligenza artificiale a partire dal 23 gennaio 2026. In pratica finiranno sotto esame le interazioni con ChatGPT, Claude, Codex e OpenClaw. Il provvedimento menziona in modo esplicito anche alcuni esperimenti personali condotti su un Mac mini, accanto all’uso di dispositivi e account aziendali.

Nel perimetro dell’indagine rientrano poi le app di messaggistica Signal, Telegram, LINE e Kik. Il tribunale ha dato il via libera a richieste dettagliate su account, dispositivi e servizi di archiviazione che i due ex dipendenti potrebbero aver sfruttato per raggiungere le informazioni di Apple. Andranno chiarite pure le eventuali cancellazioni di documenti, specificando quali dati fossero presenti, quando siano stati eliminati e per quale ragione.

Colloqui di assunzione sotto esame, ma con qualche paletto

I legali di Cupertino potranno inoltre interrogare i rappresentanti di OpenAI e io Products sulle attività svolte dagli ex dipendenti e sui colloqui di assunzione. L’obiettivo è capire se durante le selezioni si sia discusso di informazioni riservate e quali precauzioni siano state adottate per impedire che venissero usate senza permesso. Si tratta di un aspetto che chiama in causa direttamente le due aziende e non soltanto i singoli professionisti coinvolti nella vicenda dei segreti industriali.

Non tutto, però, è stato concesso. Edward Davila ha fissato alcuni limiti precisi. Le istanze più estese su dispositivi, account e indagini interne di OpenAI non potranno seguire la procedura accelerata. Stesso discorso per altre due testimonianze aziendali, che il giudice ha preferito rimandare alla normale fase istruttoria. Per i materiali già raccolti il termine di consegna è fissato in cinque giorni, mentre per le altre richieste i tempi salgono a 14 giorni.

Fonte: TecnoAndroid

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