Vai al contenuto
Offerte

FCC, svolta sui jammer nelle carceri USA: voto il 19 novembre

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Negli Stati Uniti la Federal Communications Commission, l’autorità che regola le telecomunicazioni, ha annunciato che metterà ai voti una nuova norma pensata per consentire alle carceri statali e alle prigioni locali di utilizzare i jammer per cellulari. L’obiettivo è piuttosto chiaro: impedire ai detenuti di usare telefoni illegali, perché poter comunicare con l’esterno significa, in molti casi, continuare a portare avanti attività criminali anche da dietro le sbarre. L’annuncio è arrivato il 28 ottobre 2026 e rappresenta un cambio di rotta netto rispetto alla posizione che l’agenzia aveva mantenuto per anni.

FCC: cosa prevede la norma sui jammer nelle carceri

La votazione è in programma per il 19 novembre, durante la riunione pubblica della FCC. Sul tavolo c’è la possibilità per gli istituti di detenzione statali e locali di aderire su base volontaria all’uso dei disturbatori di segnale. Nessun obbligo, quindi. Ogni struttura potrà decidere se adottare o meno questa tecnologia. Il punto di partenza normativo è importante: qualsiasi dispositivo che interferisce con i segnali di comunicazione è oggi illegale per chi non appartiene al livello federale. Tradotto in termini concreti, un carcere statale o una prigione di contea non può semplicemente installare un jammer e oscurare le reti mobili.

A livello federale qualcosa si era già mosso. Nel 2018 il Federal Bureau of Prisons, l’ente che gestisce le prigioni federali americane, aveva cominciato a sperimentare il cosiddetto “microjamming” all’interno dei propri istituti, proprio per bloccare l’uso non autorizzato dei cellulari da parte dei detenuti. La nuova regola potrebbe estendere strumenti simili anche alle realtà statali e locali e, allo stesso tempo, offrire un percorso formale alle strutture federali per schermare i segnali.

Perché la FCC aveva detto no fino ad oggi

Si tratta di una vera e propria inversione di tendenza. In passato la Commissione non aveva mai autorizzato i jammer come metodo per ridurre l’uso di cellulari illegali in carcere, e le ragioni erano tutt’altro che marginali. Il timore principale riguardava le possibili interferenze con le comunicazioni di emergenza e con quelle legate alla sicurezza pubblica. Un disturbatore di segnale, per sua natura, non distingue tra la chiamata clandestina di un detenuto e quella di chi ha bisogno di soccorsi. C’era poi un secondo problema, meno immediato ma altrettanto serio: mettere in circolazione un numero maggiore di dispositivi di questo tipo avrebbe creato nuovi rischi per la sicurezza, perché quegli stessi strumenti sarebbero potuti finire nelle mani sbagliate ed essere sfruttati da malintenzionati.

Proprio per questo la proposta non arriva senza paletti. Il documento diffuso dall’agenzia precisa che, in caso di approvazione, gli istituti penitenziari dovranno rispettare alcuni standard. Tra questi c’è l’obbligo di dimostrare che la soluzione di jamming adottata non provochi interferenze dannose al di fuori delle aree geografiche designate. In pratica il segnale potrà essere bloccato all’interno del perimetro stabilito, ma non oltre.

Non è la prima volta che la FCC rivede il proprio approccio nei confronti delle carceri sotto l’attuale amministrazione. Già a luglio 2025 l’agenzia aveva comunicato che avrebbe rinviato l’applicazione di un tetto alle tariffe applicate alle telefonate dei detenuti.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
131 Condivisioni