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Antimateria scomparsa, il colpevole sarebbe un neutrino fantasma

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Che fine ha fatto l’antimateria? Una nuova teoria prova a rispondere a uno degli interrogativi più spinosi della fisica puntando il dito contro una particella tanto curiosa quanto ipotetica. Secondo questa proposta a scombinare gli equilibri dell’universo primordiale potrebbero essere stati dei neutrini destrorsi pesanti e disaccoppiati, una presenza quasi fantasma che avrebbe lasciato il segno nelle fasi iniziali della storia del cosmo.

L’idea in apparenza sembra lontanissima dalla vita di tutti i giorni. Eppure tocca una domanda molto concreta, cioè perché esiste tutto ciò che si vede intorno a noi. Se materia e antimateria si fossero equilibrate alla perfezione il quadro sarebbe stato ben diverso, e invece qualcosa ha fatto pendere la bilancia da una parte sola.

Il mistero dell’antimateria scomparsa

Per inquadrare la questione serve un piccolo passo indietro. L’antimateria è in un certo senso la controparte speculare della materia ordinaria, con particelle che somigliano a quelle che già conosciamo ma con alcune caratteristiche invertite. Quando le due entrano in contatto si annullano a vicenda. Il problema è che l’universo osservabile appare composto quasi interamente da materia, mentre la sua gemella sembra essersi dileguata.

Da dove nasce questo squilibrio è un rompicapo che accompagna i fisici da tempo. Le spiegazioni proposte negli anni sono diverse e nessuna ha ancora chiuso la partita. La nuova teoria si inserisce proprio in questo dibattito e prova a individuare un responsabile preciso, cercandolo non tra le particelle già note ma in una categoria che finora vive soltanto nei modelli teorici.

Il punto di partenza è sempre lo stesso. Nelle fasi iniziali del cosmo deve essere successo qualcosa capace di favorire la materia rispetto all’antimateria, e capire cosa sia stato significa riscrivere un pezzo importante della storia dell’universo.

Perché si parla di una particella fantasma

I neutrini vengono spesso definiti particelle fantasma perché interagiscono pochissimo con il resto della materia e riescono ad attraversare quasi tutto senza lasciare tracce evidenti. Già questo basta a renderli difficili da studiare. La versione chiamata in causa dalla nuova teoria però è ancora più sfuggente, visto che si tratta di neutrini destrorsi la cui esistenza resta per ora un’ipotesi.

A rendere peculiare questa particella sono due aggettivi in particolare. Il primo è pesanti, che la distingue dai neutrini più familiari. Il secondo è disaccoppiati, termine con cui i fisici indicano particelle che a un certo punto smettono di interagire con l’ambiente circostante e procedono per conto proprio. Proprio questa combinazione di caratteristiche, secondo la proposta, avrebbe potuto avere conseguenze tutt’altro che marginali.

Nella visione degli autori della teoria questi neutrini destrorsi pesanti e disaccoppiati avrebbero letteralmente messo in disordine l’universo delle origini. Un intervento del genere potrebbe aiutare a spiegare perché l’antimateria sembra mancare all’appello e perché oggi il cosmo è dominato dalla materia.

Si tratta comunque di una particella ipotetica, quindi l’intera costruzione poggia su qualcosa che non è ancora stato osservato. La nuova teoria propone che i neutrini destrorsi pesanti e disaccoppiati possano aver alterato l’universo primordiale, diventando così i possibili responsabili della scomparsa dell’antimateria.

Fonte: TecnoAndroid

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