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Anthropic, startup ex DOGE: violati i sistemi in 12 ore con l’AI

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Una giovane startup di sicurezza informatica chiamata Cathedral sostiene di essere riuscita a violare i sistemi interni di Anthropic in meno di 12 ore. La società è nata appena qualche mese fa e porta con sé un dettaglio che non passa inosservato, perché a fondarla sono stati ex membri dello staff del DOGE. C’è poi il metodo, che pesa forse ancora di più. Secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda, l’intrusione sarebbe stata portata a termine sfruttando agenti AI, ovvero programmi basati sull’intelligenza artificiale capaci di eseguire compiti in maniera autonoma.

Il quadro ha qualcosa di quasi paradossale. Anthropic è una delle realtà più conosciute proprio nel mondo dell’intelligenza artificiale, e a mettere alla prova le sue difese sarebbero stati strumenti che appartengono esattamente allo stesso universo tecnologico. Un’azienda che lavora sull’AI si ritrova così al centro di un racconto in cui l’AI diventa lo strumento usato per aprire una breccia nelle sue protezioni.

Chi c’è dietro Cathedral

Il profilo della società è piuttosto particolare. Cathedral non è un nome storico del settore e non vanta anni di attività alle spalle. Parliamo di una realtà che esiste da pochi mesi e che ha scelto di presentarsi con un annuncio decisamente rumoroso. Il legame con il DOGE aggiunge un ulteriore livello di attenzione, visto che i fondatori arrivano proprio da quell’esperienza prima di lanciarsi nel campo della cybersicurezza.

Per una startup appena nata, dichiarare di aver superato le barriere di un colosso dell’intelligenza artificiale rappresenta un biglietto da visita di grande impatto. Va però sottolineato un aspetto importante. Tutto parte da quanto afferma la stessa Cathedral, e il racconto dell’operazione proviene dall’azienda che l’avrebbe condotta. Sui dettagli tecnici, almeno per ora, le informazioni disponibili restano limitate.

Il ruolo degli agenti AI nell’attacco

Il punto che probabilmente farà discutere di più riguarda l’impiego degli agenti AI. Questi strumenti non si limitano a rispondere a una domanda come farebbe un normale chatbot. Sono pensati per agire, concatenare operazioni diverse e procedere passo dopo passo verso un obiettivo con un intervento umano ridotto. Applicati alla sicurezza informatica, possono accelerare in modo notevole attività che richiederebbero altrimenti molto più tempo.

Ed è proprio la questione dei tempi a colpire. Meno di 12 ore per entrare nei sistemi interni di una società come Anthropic è un intervallo molto breve, soprattutto se si considera che l’obiettivo è un’azienda che opera in prima linea nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il messaggio che Cathedral sembra voler trasmettere è chiaro. Con gli agenti giusti, anche infrastrutture ritenute solide potrebbero rivelarsi vulnerabili in tempi rapidissimi.

La rivendicazione della startup fondata da ex collaboratori del DOGE mette quindi insieme tre elementi destinati ad attirare l’attenzione del settore tecnologico. Una società giovanissima, un bersaglio di primo piano come Anthropic e un attacco che, secondo la versione fornita da Cathedral, sarebbe stato completato in meno di mezza giornata grazie all’uso di agenti basati sull’intelligenza artificiale.

Fonte: TecnoAndroid

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