In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Anthropic sta assumendo sempre meno programmatori junior, e lo fa proprio mentre gli agenti IA si occupano di scrivere una parte crescente del codice. È una scelta che a prima vista sembra quasi ovvia, perché se una macchina riesce a sbrigare il lavoro più semplice viene naturale chiedersi a cosa servano le figure alle prime armi. Il punto però è un altro, ed è parecchio scomodo. Se le aziende non formano più i principianti, chi diventerà lo sviluppatore esperto di domani?
Anthropic e il taglio dei profili junior
La decisione di Anthropic non riguarda soltanto l’organizzazione interna di una singola società. Tocca un meccanismo che il mondo della programmazione ha sempre dato per scontato, cioè l’idea che si entri in azienda da giovani, si impari sul campo e col tempo si cresca fino a ricoprire ruoli di responsabilità. Le assunzioni dei profili alle prime armi sono sempre state il primo gradino di questa scala.
Ora quel gradino si assottiglia. Gli agenti IA sono strumenti capaci di generare e gestire porzioni sempre più consistenti di codice, e il loro utilizzo cambia il modo in cui un’impresa valuta il bisogno di nuovo personale. Quando una parte del lavoro passa nelle mani di un sistema automatico, la richiesta di persone da inserire nei gradi più bassi tende inevitabilmente a calare. Ed è esattamente ciò che sta accadendo con i programmatori junior.
Il problema della formazione dei principianti
Qui la questione si fa più sottile. Uno sviluppatore esperto non nasce tale, lo diventa. Ci arriva dopo aver sbagliato, corretto, riscritto e capito il perché delle cose, un passaggio alla volta. Le competenze di alto livello sono il risultato di anni passati a confrontarsi con problemi concreti, spesso proprio quelli più semplici e ripetitivi che oggi finiscono affidati all’intelligenza artificiale.
Se le aziende smettono di investire sui principianti, rischia di interrompersi la catena che trasforma un neolaureato o un appassionato in un professionista capace di guidare progetti complessi. La formazione sul campo, quella che nessun corso riesce davvero a sostituire, ha bisogno di spazio, tempo e qualcuno disposto a concederlo. Senza ingressi nuovi, la riserva di talenti esperti è destinata prima o poi ad assottigliarsi, semplicemente perché nessuno avrà avuto modo di maturare quell’esperienza.
C’è poi un aspetto quasi paradossale. Gli strumenti basati sull’intelligenza artificiale hanno comunque bisogno di persone competenti che li supervisionino, che verifichino ciò che producono e che sappiano intervenire quando qualcosa non funziona. Servono cioè proprio quegli sviluppatori navigati che, per diventare tali, sono dovuti partire dal basso. Tagliare il primo livello della carriera significa quindi mettere in discussione anche il futuro dei livelli superiori.
La domanda sollevata dal caso di Anthropic riguarda quindi l’intero settore della programmazione, non solo una società. Le imprese tecnologiche si trovano davanti a un bivio tra l’efficienza immediata garantita dagli agenti IA e la necessità di costruire nel tempo le competenze umane di cui avranno comunque bisogno. Per ora, mentre il codice scritto dalle macchine continua ad aumentare, Anthropic sta riducendo il numero di programmatori junior che entrano nelle sue fila.
Fonte: TecnoAndroid


