La galassia di Andromeda, la grande vicina di casa della Via Lattea, sta attraversando un lento periodo di declino nella nascita di nuove stelle, e a rivelarlo è stato il telescopio spaziale Hubble. Non tutti lo sanno, ma anche le galassie più imponenti alternano fasi di grande fermento a lunghi momenti di rallentamento, quasi a ricordare che ogni cosa ha un principio e, prima o poi, una fine.
La NASA ha condiviso un nuovo studio nato proprio grazie alle osservazioni di Hubble. Il potente strumento dell’agenzia ha messo sotto la lente circa 200 milioni di stelle, distribuite su due terzi del disco di Andromeda. Un lavoro enorme, che ha permesso al team di ricerca di ricostruire la storia recente di questa galassia. E i numeri parlano abbastanza chiaro. La formazione di nuove stelle è calata in modo costante negli ultimi 500 milioni di anni.
Il colore delle stelle come chiave di lettura
C’è però un dettaglio che colpisce più di tutti. Il calo, infatti, è diventato decisamente più rapido negli ultimi 40 milioni di anni. Come se qualcosa avesse accelerato il processo, spingendo la galassia verso una fase di maggiore quiete. Un ritmo che, sulla scala dei tempi cosmici, racconta parecchio di quello che sta accadendo là fuori.
Ma la domanda vera è un’altra. Come fanno gli astronomi a capire quando è nata una stella? La risposta sta nel suo colore, o meglio, nella radiazione che emette. È proprio quella luce a fare da carta d’identità, perché descrive la fase in cui la stella si trova nel suo ciclo di vita. Osservando questi colori su milioni di corpi celesti diversi, il team è riuscito a datare i vari periodi di attività del disco della galassia e a mettere in fila gli eventi che ne hanno segnato l’evoluzione.
Questo tipo di analisi, condotta su una scala così ampia, offre uno sguardo prezioso su come nascono, vivono e smettono di formarsi le stelle in una galassia vicina, ma comunque distante milioni di anni luce. Andromeda diventa così una sorta di laboratorio naturale, utile per capire meglio anche i meccanismi che regolano la vita della nostra Via Lattea. Il declino della formazione stellare, del resto, non riguarda soltanto una galassia lontana, ma aiuta a inquadrare i processi che, con tempi lunghissimi, coinvolgono anche il posto in cui viviamo.
I dati raccolti da Hubble restituiscono insomma il ritratto di una galassia che sta cambiando passo, spegnendo poco alla volta la sua fabbrica di stelle dopo un periodo di attività ben più vivace.


