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Una vulnerabilità di Android consente di mandare in tilt la rete cellulare di uno smartphone con un semplice SMS modificato ad arte. Il telefono smette di agganciarsi alla rete, le chiamate si interrompono e la connessione mobile sparisce del tutto. Google ha già corretto il problema, ma questo non basta a mettere al sicuro tutti, perché molti dispositivi restano ancora esposti e quindi potenzialmente vulnerabili a questo tipo di attacco.
La falla ha già un soprannome piuttosto eloquente: SMS of Death. Il nome rende bene l’idea di cosa succede quando il messaggio arriva sul telefono. Lo smartphone perde completamente la connettività cellulare, come se di colpo si trovasse in una zona senza alcuna copertura. Niente telefonate e niente dati mobili, almeno per quanto riguarda la rete dell’operatore.
Un attacco che non richiede alcuna azione da parte dell’utente
L’aspetto che preoccupa di più riguarda il modo in cui il blocco si attiva. Non serve aprire il messaggio, non bisogna toccare il link eventualmente presente nel testo e non occorre scaricare nessun file. Basta ricevere l’SMS perché il problema si manifesti. È proprio questo a rendere la vulnerabilità così insidiosa, dato che anche chi presta la massima attenzione e non apre mai messaggi sospetti si trova di fatto senza difese.
Di solito i consigli per proteggersi dalle truffe via messaggio puntano tutti sulla prudenza. Non cliccare su collegamenti sconosciuti, non installare allegati, diffidare dei mittenti strani. Con lo SMS of Death queste precauzioni perdono gran parte del loro valore, perché l’interazione semplicemente non è necessaria. Il messaggio fa tutto da solo nel momento in cui raggiunge il telefono, senza che il proprietario se ne renda nemmeno conto finché non prova a chiamare qualcuno.
Si tratta quindi di un attacco che colpisce una delle funzioni più basilari di uno smartphone Android, cioè la possibilità di telefonare e di restare connessi alla rete mobile. Una funzione che spesso si dà per scontata, almeno fino a quando non smette di funzionare.
La correzione di Google c’è, ma non arriva a tutti
Sul fronte delle contromisure la notizia positiva è che Google è già intervenuta e ha sistemato la falla. La correzione esiste ed è stata rilasciata, quindi il problema dal punto di vista tecnico è stato affrontato alla radice.
Il punto debole sta altrove. Come spesso accade nell’ecosistema Android, una patch disponibile non significa automaticamente un telefono protetto. Gli aggiornamenti devono arrivare effettivamente sui singoli dispositivi e questo passaggio non avviene ovunque nello stesso momento. Il risultato è che una parte consistente degli smartphone in circolazione continua a essere esposta allo SMS of Death anche dopo l’intervento di Google, perché quella correzione non è ancora stata installata o non è mai arrivata.
Per chi usa un telefono Android diventa quindi importante verificare la presenza di aggiornamenti di sicurezza disponibili e installarli appena possibile. È l’unico modo per chiudere la porta a un messaggio che, senza bisogno di essere aperto, può lasciare lo smartphone completamente isolato dalla rete cellulare.
Fonte: TecnoAndroid


