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Ammoniaca usata nella produzione dell’idrogeno
Un punto di forza del sistema è la gestione automatica del sottoprodotto della reazione: l’azoto. Quest’ultimo reagisce con il silicio formando nitruro di silicio. In tal modo, il gas di idrogeno prodotto risulta immediatamente puro. Ciò senza necessità di ulteriori fasi di separazione. I test di laboratorio hanno evidenziato una produzione di 102,5 mmol di idrogeno all’ora. Un valore accompagnato da una purezza totale.
La sostenibilità del processo non si limita alla riduzione dei consumi energetici. L’impiego di silicio riciclato proveniente da vecchi pannelli solari permette di affrontare due problemi. Ovvero lo smaltimento dei rifiuti fotovoltaici e la necessità di rendere l’idrogeno competitivo economicamente. A ciò si aggiunge un vantaggio collaterale: il nitruro di silicio prodotto come residuo trova impiego nelle batterie agli ioni di litio, dove ha mostrato prestazioni elevate. Ciò mantenendo oltre l’80% della capacità iniziale dopo 1.000 cicli di carica e scarica. Il tutto con una capacità specifica di 391,5 mAh/g e un’efficienza del 99,9%. Nel contesto attuale, la corsa all’idrogeno verde si accompagna alla necessità di gestire i rifiuti delle energie rinnovabili. Con tali premesse, il nuovo modello dimostra che la circolarità dei materiali può diventare una spinta concreta.








