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AMD, il gaming crolla del 31% mentre i data center volano

I conti del secondo trimestre 2026 raccontano una AMD che macina numeri record, ma con una crepa evidente proprio nel settore che appassiona di più i giocatori. Il fatturato complessivo ha toccato gli 11,5 miliardi di dollari, in crescita del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e del 13% rispetto al trimestre prima. Cifre solide, praticamente da manuale. Eppure il comparto gaming continua a perdere peso dentro questa torta, e non di poco.

Nel dettaglio, la divisione gaming ha portato a casa 779 milioni di dollari, con un calo del 31% su base annua. Il motivo principale, secondo la nota ufficiale dell’azienda, è la minore richiesta di soluzioni semi-custom, quelle cioè che alimentano le console. Non è una novità assoluta, va detto. Da tempo AMD punta il dito contro la fase ormai matura del ciclo di vita delle console attuali, un fattore che pesa in modo naturale sui ricavi. Ma la CEO Lisa Su ha aggiunto un tassello interessante al quadro.

Su ha spiegato che anche le vendite di schede grafiche sono scese rispetto a un anno fa, e la colpa questa volta ricade sui costi dei componenti. “I prezzi delle schede grafiche più alti, spinti dall’aumento generale dei costi dei componenti nel settore, hanno frenato la domanda complessiva”, ha detto la dirigente. Un modo elegante per ammettere che quando i prezzi salgono, i giocatori ci pensano due volte prima di aprire il portafoglio.

AMD: Ryzen tiene, i data center corrono

Nonostante il tonfo del gaming, la divisione client nel suo insieme (che include anche il gaming) ha raccolto 3,8 miliardi di dollari, in salita del 6% su base annua. Merito soprattutto della forte richiesta di processori Ryzen, ma anche della quota di mercato conquistata dai chip Ryzen PRO. Su ha sottolineato come l’adozione in ambito commerciale sia continuata a espandersi, con le vendite di Ryzen PRO cresciute di oltre il 50% grazie a nuovi contratti con grandi aziende dei settori sanità, tecnologia, automotive e servizi finanziari.

La dirigente si è detta ottimista sul futuro del business dei processori client, in particolare per quanto riguarda gli AI PC. “Penso che gli AI PC diventeranno sempre più importanti per il nostro business client nel 2026. La performance del primo semestre è stata molto forte e, anche se ci aspettiamo che il mercato cali nella seconda metà dell’anno, in realtà ha tenuto meglio di quanto molti pensassero”, ha spiegato Su.

Il vero motore della crescita, però, è ormai chiaro. Il fatturato dei data center è schizzato del 107% su base annua, arrivando a 6,7 miliardi di dollari. E la corsa non sembra destinata a fermarsi. Jean Hu, vicepresidente esecutivo e direttore finanziario, ha fornito le previsioni per il terzo trimestre. “Ci aspettiamo un fatturato di circa 13 miliardi di dollari, più o meno 300 milioni. Al punto medio della nostra guidance, i ricavi dovrebbero crescere del 41% su base annua, trainati da una crescita a doppia cifra molto forte nel segmento data center”, ha detto Hu.

C’è pure una sorpresa dal comparto embedded, storicamente la fetta più piccola dei ricavi dell’azienda. Nel trimestre ha generato 977 milioni di dollari, in aumento del 19% su base annua, un risultato che AMD attribuisce a una domanda in crescita, forse legata al mondo dell’AI fisica. Il risultato di tutto questo è che il gaming resta oggi la porzione più ridotta del fatturato AMD, e la situazione difficilmente cambierà finché non arriverà qualche nuova GPU discreta o hardware per console capace di far ripartire gli aggiornamenti.

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