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La corsa all’intelligenza artificiale sta spingendo Amazon ad acquistare i rack NVIDIA GB300 a un ritmo superiore alla sua capacità di accenderli. Secondo un recente rapporto il colosso del commercio elettronico avrebbe ricevuto consegne per circa 4,3 miliardi di euro nel solo mese di agosto, seguite poi da spedizioni per circa 2,6 miliardi di euro ogni mese. La scelta di ordinare questo hardware in anticipo, senza avere ancora l’infrastruttura pronta ad alimentarlo, sta pesando parecchio sul flusso di cassa libero dell’azienda. E stando a quanto emerso dai vertici di AWS la situazione non dovrebbe migliorare prima di un paio d’anni.
Rack pronti ma senza energia per farli funzionare
Il nodo principale riguarda l’energia. Alcuni data center di AWS avrebbero lo spazio fisico necessario per ospitare i rack GB300 ma non abbastanza potenza elettrica per farli girare. Il risultato è che le apparecchiature finiscono parcheggiate nei magazzini in attesa di tempi migliori. C’è poi un altro dettaglio che complica i conti, perché Amazon diventa proprietaria dell’hardware già al momento della consegna e quindi immobilizza liquidità molto prima che quei sistemi inizino a produrre ricavi.
L’effetto si vede chiaramente nei numeri. Il flusso di cassa libero del gruppo è passato da circa 43 miliardi di euro nel primo trimestre 2024 a poco meno di 900 milioni di euro nel primo trimestre 2026. Nel secondo trimestre 2026 il quadro è peggiorato ulteriormente con un valore sceso in territorio negativo, a circa 6,5 miliardi di euro sotto lo zero. Questa inversione riflette in larga parte un balzo di circa 57 miliardi di euro su base annua negli acquisti netti di immobili e attrezzature. Eppure la società non sembra intenzionata a frenare, visto che i piani di spesa in conto capitale per il 2026 dovrebbero toccare i 172 miliardi di euro o anche di più.
Un precedente che però non regge il confronto
Non è la prima volta che il gigante di Seattle si ritrova con i conti in rosso sul fronte della liquidità. Era già successo nel 2022 e all’inizio del 2023 durante la grande espansione della rete logistica. Questa volta però le dimensioni sono decisamente più imponenti e gli investimenti puntano su un’infrastruttura dedicata all’intelligenza artificiale i cui tempi di ritorno appaiono meno prevedibili e più preoccupanti.
Durante una riunione interna tenutasi a settembre il direttore finanziario di AWS John Felton si è rivolto con una battuta al responsabile delle infrastrutture Prasad Kalyanaraman, congratulandosi con lui per aver portato l’intera azienda ad avere un flusso di cassa libero negativo. Il tono era scherzoso ma Kalyanaraman non ha contestato il punto di partenza. Anzi avrebbe descritto il business dell’intelligenza artificiale di Amazon come fortemente in perdita sul piano della cassa, prevedendo che il flusso resterà sotto lo zero ancora per un paio d’anni.
La domanda c’è, il problema sono i tempi
Guardando ai ricavi di AWS la questione non sembra legata alla domanda. Il segmento cloud è cresciuto del 37% nel secondo trimestre e il portafoglio ordini contrattuali avrebbe raggiunto circa 427 miliardi di euro. Il vero ostacolo è il fattore tempo. Ogni rack GB300 fermo in magazzino rappresenta capitale che non rende nulla, mentre i limiti nella fornitura di energia, i ritardi nei cantieri e i lunghi tempi di consegna delle apparecchiature spostano sempre più avanti l’arrivo dei ricavi.
Dal canto suo NVIDIA non ha certo motivo di lamentarsi, dato che queste forniture le garantiscono entrate comprese tra circa 2,6 e 4,3 miliardi di euro. Il ritmo delle consegne future potrebbe però finire sotto esame se i clienti continueranno a non riuscire ad alimentare i rack già ricevuti. La strategia di Amazon di investire in anticipo rispetto alla domanda ha già dato i suoi frutti in passato sia con il cloud computing sia con la logistica, e ora la partita si gioca sulla velocità con cui l’azienda riuscirà a garantire la potenza necessaria per accendere i nuovi sistemi e recuperare un investimento di queste proporzioni.
Fonte: TecnoAndroid


