I chip custom stanno diventando il cuore della prossima generazione di prodotti consumer targati Amazon, e a spiegarlo è stato il nuovo responsabile della divisione Devices & Services, Panos Panay, arrivato dopo aver guidato per anni la squadra Surface in Microsoft. L’idea di fondo è semplice da capire ma ambiziosa nella pratica, perché questi processori progettati internamente serviranno a far girare dispositivi pensati fin dalle fondamenta attorno all’intelligenza artificiale. E il debutto, a quanto pare, non è così lontano nel tempo.
Tutto ruota intorno ad Alexa+, la versione rinnovata dell’assistente virtuale che ormai conosciamo bene. La promessa è quella di un aiutante digitale capace di capire meglio il contesto di una conversazione, ricordare le preferenze di chi lo usa e gestire richieste ben più complicate rispetto al passato. Non più solo comandi secchi tipo accendi la luce o metti il timer, ma un dialogo che assomiglia sempre di più a quello tra due persone.
Va detto che Amazon non parte da zero. Una parte dei semiconduttori montati nei suoi prodotti più importanti viene già sviluppata in casa. Alcuni modelli della gamma Echo Show e diversi dispositivi Fire TV usano soluzioni progettate direttamente dall’azienda, con l’obiettivo di spremere meglio le prestazioni e rendere l’esperienza più fluida, soprattutto quando entrano in gioco funzioni legate all’AI. La direzione è diventata ancora più chiara con l’arrivo dei chip AZ3 e AZ3 Pro, pensati per far girare i modelli di intelligenza artificiale direttamente sul dispositivo. Un approccio che riduce la dipendenza dal cloud, accorcia i tempi di risposta e protegge meglio i dati sensibili di chi lo usa.
Oltre gli speaker smart, la scommessa sui dispositivi portatili
Panay, però, ha in testa qualcosa di più grande dei classici speaker e display intelligenti, che restano le categorie più associate ad Alexa e all’ecosistema hardware dell’azienda. Secondo lui è già cominciato l’addio al vecchio modo di interagire con le macchine, quello fatto di app e schermi da toccare, in favore della conversazione con il linguaggio naturale. È per questo che Amazon sta lavorando su parecchi prototipi di dispositivi basati sull’AI, senza però esporsi troppo su quale formato riuscirà davvero a imporsi negli anni a venire.
Rimanendo sul vago, il dirigente ha accennato a una nuova categoria di dispositivi portatili capaci di accompagnare la persona durante tutta la giornata, raccogliere informazioni sul contesto e mantenere un filo diretto costante con l’assistente digitale. L’obiettivo dichiarato è cucire un’esperienza uniforme tra casa, ufficio e spostamenti, così da non avere mai un buco nella continuità. Cosa siano esattamente questi oggetti non è ancora dato saperlo, ma Panay assicura che il debutto ufficiale è più vicino di quanto si possa immaginare.