Che l’intelligenza artificiale stia entrando prepotentemente nelle aule universitarie non è più una novità, ma il caso arrivato dalla Brown University aggiunge un dettaglio che fa riflettere. Perché a usarla come scorciatoia non sono soltanto gli studenti in difficoltà, ma anche quelli che frequentano una delle istituzioni più prestigiose e selettive del Nord America. Gli iscritti alle università della cosiddetta Ivy League, per definizione, sono studiosi. Sono anche competitivi, ambiziosi, spesso sommersi da impegni. E quando la pressione sale, la tentazione di prendere una via più veloce diventa concreta.
Non stiamo parlando di ragazzi qualsiasi, ma di alcuni tra i più selezionati d’America. Eppure qualcosa si è rotto proprio nel cuore di un ateneo che sulla reputazione ha costruito buona parte della propria identità. La Brown University è un’università privata del Rhode Island, tra quelle che vantano i tassi di ammissione più bassi in assoluto. Un luogo dove arrivare è già difficile, e dove restare all’altezza lo è ancora di più.
L’esame di Economia e gli imbrogli diffusi
Al centro della vicenda c’è l’esame di Economia tenuto dal professor Roberto Serrano. Un esame che, fino a poco tempo fa, gli studenti potevano svolgere comodamente da casa. Quel “fino a poco tempo fa” è la parte che conta, perché tutto è cambiato dopo lo scandalo che ha portato alla luce imbrogli tutt’altro che isolati. Anzi, diffusissimi.
Per capire come mai la modalità d’esame finisse per agevolare chi voleva copiare, bisogna tornare indietro nel tempo. La decisione di far svolgere la prova a distanza non era nata per pigrizia o superficialità, ma da una circostanza drammatica. Nel dicembre dell’anno scorso un uomo armato riuscì a introdursi nel campus della Brown University e uccise due persone. Tra queste c’era anche qualcuno che si era da poco presentato allo stesso Serrano.
Un episodio che ha lasciato il segno e che ha spinto l’ateneo a rivedere le proprie procedure, cercando soluzioni che tenessero conto anche della sicurezza e del clima interno. La scelta di permettere l’esame da casa, però, ha finito per aprire la porta a un uso improprio degli strumenti digitali, compresa proprio l’intelligenza artificiale. Un dettaglio non secondario riguarda il professore stesso, dato che Serrano è non vedente, un aspetto che entra in gioco nella ricostruzione complessiva della vicenda.