Il cosiddetto Xbox Reset ha lasciato il segno anche dentro id Software, con il licenziamento di oltre 100 dipendenti e la cancellazione di tre progetti che non erano ancora stati annunciati al pubblico. Parliamo di uno degli studi più celebri del panorama videoludico, quello che da anni si prende cura della serie di DOOM, e che ora si ritrova ridimensionato in maniera pesante. La notizia è arrivata nelle ultime ore e ha subito colpito chi segue da vicino le vicende del settore. Oltre 100 persone hanno perso il lavoro all’interno dello studio, un numero tutt’altro che trascurabile quando si parla di una realtà che ha fatto la storia degli sparatutto in prima persona. E la sensazione è che la faccenda non si esaurisca soltanto qui.
I tre progetti finiti nel nulla
Tra le vittime di questa ondata di tagli ci sono tre giochi mai svelati ufficialmente. Il primo era un nuovo capitolo della saga di Perfect Dark, storico marchio che i fan speravano di rivedere finalmente in azione. Il secondo veniva descritto come un titolo dalle atmosfere vicine a quelle di John Wick, quindi presumibilmente giocato sull’azione frenetica e sullo stile molto riconoscibile della saga cinematografica. Il terzo, invece, era pensato come una sorta di western con protagonisti dei robot, un mix di generi che sulla carta poteva rivelarsi curioso e diverso dal solito.
Tutti e tre questi progetti cancellati non vedranno mai la luce, almeno non nella forma in cui erano stati immaginati dai team di sviluppo. È il tipo di decisione che lascia l’amaro in bocca, perché dietro a ogni gioco accantonato ci sono mesi, a volte anni, di lavoro e di idee messe da parte.
Il quadro che emerge racconta di uno studio profondamente scosso da queste scelte aziendali. id Software resta comunque un nome pesante, legato a doppio filo a un franchise amatissimo come DOOM, ma il ridimensionamento appena avvenuto rappresenta un colpo difficile da ignorare per chiunque abbia a cuore le sorti dello studio e dei suoi lavoratori.
Il fenomeno dell’Xbox Reset continua quindi a produrre conseguenze concrete, con ricadute che vanno ben oltre i semplici numeri di bilancio. Le persone coinvolte, i loro progetti interrotti a metà e le aspettative dei giocatori sono tutti elementi che finiscono per pesare sul modo in cui viene percepita questa fase così delicata per l’intero comparto legato al gaming di Microsoft.