Il CES 2026 conferma una tendenza che negli ultimi anni si era già intravista: la Cina non è più solo un osservatore del settore della robotica umanoide, ma il protagonista principale. Su 38 aziende presenti nella categoria, ben 21 arrivano dal Paese asiatico, pari a più del 55% del totale. Numeri che non lasciano spazio a dubbi: la competizione globale si sta spostando verso est, con Pechino e altre città cinesi che diventano veri e propri hub di ricerca, sviluppo e produzione di robot umanoidi. Ma non si tratta più di prototipi accattivanti da fiera, destinati a restare negli stand per stupire i visitatori; oggi la robotica cinese punta chiaramente all’uso concreto e alla scalabilità industriale.
La Cina domina la nuova ondata di robot umanoidi
Camminando tra gli stand, la differenza si percepisce immediatamente. Aziende come Unitree Robotics hanno portato versioni avanzate dei loro umanoidi, capaci di muoversi in ambienti complessi, affrontare superfici irregolari e svolgere compiti fisicamente impegnativi o ripetitivi. Accanto a loro, realtà emergenti come AgiBot, Noetix Robotics, EngineAI e Galbot mostrano linee di prodotto complete, segno evidente che l’obiettivo non è più stupire con un singolo robot, ma proporre una gamma pensata per il mercato. La sensazione è che la Cina stia trasformando la robotica umanoide da nicchia sperimentale a industria matura e concreta, pronta a invadere uffici, magazzini, negozi e ambienti commerciali.
A confermare questa leadership ci sono anche i numeri sulla proprietà intellettuale: negli ultimi cinque anni, i brevetti legati ai robot umanoidi depositati da aziende e istituti di ricerca cinesi superano quota 7.700, contro poco più di 1.500 negli Stati Uniti. Questo divario non riguarda solo idee e design, ma si traduce in un vantaggio industriale reale, in particolare nella produzione su larga scala. Un esempio concreto arriva da UBTech, che ha recentemente celebrato il millesimo Walker S2 prodotto nello stabilimento di Liuzhou, dimostrando come capacità industriale e innovazione possano marciare di pari passo.
Il CES 2026, però, non è esclusivamente dominio cinese. Boston Dynamics continua a rappresentare un punto di riferimento per la robotica umanoide e, sotto l’egida del gruppo automobilistico Hyundai, ha presentato la nuova versione di Atlas, mostrando che anche i concorrenti americani e sudcoreani restano sulla scena, pronti a sfidare la crescita cinese. La fiera, così, non è solo un’esposizione di tecnologia, ma un indicatore chiaro di come il futuro della robotica umanoide stia prendendo forma, tra innovazione, produzione industriale e strategia globale, con la Cina ormai al centro del movimento.