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Aggiornamenti di sicurezza Apple: corrette 329 vulnerabilità

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Apple ha diffuso nelle scorse ore una nuova ondata di aggiornamenti di sicurezza che coinvolge praticamente tutto il suo ecosistema, da iOS e iPadOS fino a macOS, watchOS, tvOS, visionOS e Safari. Il bilancio è notevole, perché le vulnerabilità corrette sono almeno 329, tutte diverse tra loro. Molte di queste falle però interessano più sistemi operativi contemporaneamente e così il conteggio complessivo delle segnalazioni CVE arriva alla cifra di 1.265 voci. Come accade ogni volta che vengono rilasciate nuove versioni software, l’azienda ha aggiornato la sua pagina dedicata alle note di sicurezza con tutti i dettagli sulle correzioni introdotte il 26 ottobre 2026.

Apple: quali dispositivi ricevono gli aggiornamenti

L’elenco delle versioni è lungo e copre anche hardware piuttosto datato. iOS 27.2 e iPadOS 27.2 arrivano su iPhone 11 e modelli successivi, su iPad Pro 12,9 pollici di quarta generazione e successivi, su iPad Pro 11 pollici di seconda generazione e successivi, oltre che su iPad Air di quarta generazione, iPad di nona generazione e iPad mini di sesta generazione in avanti. Per chi è rimasto sulla versione precedente c’è iOS 26.7.2 insieme a iPadOS 26.7.2, compatibili con iPhone 11 e successivi, iPad Pro 12,9 pollici di terza generazione, iPad Pro 11 pollici di prima generazione, iPad Air di terza generazione, iPad di ottava generazione e iPad mini di quinta generazione e modelli più recenti.

Non vengono dimenticati nemmeno i dispositivi più anziani. iOS 18.7.11 e iPadOS 18.7.11 sono destinati a iPhone XS, iPhone XS Max, iPhone XR e iPad di settima generazione. Sul fronte Mac la distribuzione riguarda macOS Golden Gate 27.2, macOS Tahoe 26.7.2 e macOS Sequoia 15.8.2, mentre Safari 27.2 è disponibile per Sequoia e Tahoe. Completano il quadro tvOS 27.2 per Apple TV 4K di seconda generazione e successive, watchOS 27.2 per Apple Watch Series 9 e successivi e visionOS 27.2 per tutti i modelli di Apple Vision Pro. Esiste poi tvOS 26.6.1 per Apple TV HD e Apple TV 4K di prima generazione, che però non riporta alcuna voce CVE pubblicata. Va considerato anche che questi numeri potrebbero crescere, dato che Apple ha l’abitudine di aggiungere nuove segnalazioni e rivedere quelle esistenti anche dopo la prima pubblicazione.

Le falle più rilevanti tra fotocamera, Siri e WebKit

Tra le correzioni più significative spicca un problema legato a CoreMedia, che avrebbe potuto consentire a un’app malevola di accedere alla fotocamera di iPhone, iPad, Mac o Apple Vision Pro senza alcuna autorizzazione. Altrettanto delicata la vulnerabilità che toccava Apple Intelligence, in grado di permettere a un aggressore remoto di raggiungere dati sensibili degli utenti sugli iPhone e iPad supportati. Su macOS Tahoe è stata chiusa anche una falla di Siri che dava modo a un’applicazione di leggere informazioni personali, accompagnata da diversi difetti di WebKit attraverso i quali contenuti web costruiti ad arte potevano eseguire codice arbitrario.

Proprio su WebKit Apple sta lavorando con particolare intensità da diversi mesi, spinta in parte dalla diffusione crescente di strumenti di intelligenza artificiale usati per scovare i punti deboli del software. Solo in questa tornata l’azienda ha riconosciuto il contributo di strumenti AI e gruppi di ricerca per la scoperta di varie vulnerabilità. Nel corso dell’anno erano già arrivati più aggiornamenti per bloccare le falle sfruttate da Coruna e DarkSword sui dispositivi più vecchi. Entrambi i kit di exploit facevano leva su vulnerabilità di WebKit all’interno di catene di attacco che avevano compromesso iPhone con versioni datate di iOS.

A proposito di sistemi meno recenti, gli aggiornamenti di questi giorni portano su iOS 18 e iPadOS 18 una correzione per CoreGraphics già distribuita in precedenza. La falla permetteva a un file appositamente manipolato di avviare l’esecuzione di codice arbitrario. Apple aveva affrontato il problema per la prima volta con gli aggiornamenti del mese scorso, segnalando che poteva essere stato sfruttato in un attacco estremamente sofisticato contro persone specifiche che utilizzavano versioni di iOS precedenti a iOS 27.

Fonte: TecnoAndroid

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