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Euclid scopre una cometa per caso mentre osservava le galassie

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Il telescopio Euclid dell’Agenzia Spaziale Europea ha scoperto una nuova cometa senza nemmeno cercarla. Ogni anno vengono individuate tra le 40 e le 70 comete inedite, quasi sempre da astronomi che scrutano il cielo con quello scopo preciso o che comunque vanno a caccia di corpi celesti sconosciuti. Stavolta le cose sono andate in modo diverso, perché lo strumento che l’ha intercettata era impegnato in tutt’altro lavoro.

Il nuovo oggetto si chiama C/2026 S1 (Euclid) e si trova a circa 1,3 miliardi di chilometri dalla Terra, più o meno la distanza che separa il Sole dalla regione delle orbite di Giove e Saturno. A individuarlo è stato Mikko Pöntinen dell’Università di Helsinki insieme al gruppo di lavoro scientifico dedicato agli oggetti del Sistema solare, che in quel momento stava utilizzando proprio il telescopio europeo.

Euclid scopre una cometa: una scia sfuggente tra le galassie lontane

A rendere davvero insolita questa scoperta, tra le migliaia di comete a cui l’umanità ha dato un nome, è il modo in cui è avvenuta. Il team stava puntando di proposito lo strumento lontano dal piano dell’eclittica, la fascia di cielo dove si concentrano i pianeti, buona parte degli asteroidi e un numero consistente di comete. L’idea era evitare la polvere e i detriti cosmici lasciati da questi corpi celesti, così da ottenere immagini più pulite delle galassie nello spazio profondo. Ed è proprio in quel frangente che la cometa ha attraversato il campo visivo.

Sarebbe potuta sfuggire a chiunque, se non fosse che Pöntinen aveva scritto un software capace di riconoscere gli oggetti in movimento. Il programma ha segnalato le immagini in cui compariva il misterioso visitatore e a quel punto il ricercatore ha sfruttato velocità e traiettoria per rintracciarlo anche in altri scatti, fino a poterlo segnalare ufficialmente come nuova cometa. Pöntinen ha raccontato di essersi entusiasmato nel vedere il suo software evidenziare una “striscia” spalmata su diverse immagini. Un esame più attento ha poi rivelato una nube sfocata tutto intorno, segno tipico di un oggetto attivo che rilascia polvere e gas.

Una fortunata coincidenza nata dal metodo di osservazione

L’aspetto più curioso resta il fatto che la scoperta sia arrivata da uno strumento non progettato per trovare comete, durante una missione che a sua volta non aveva questo obiettivo. Secondo Bruno Altieri, scienziato d’archivio e membro del team di Euclid dedicato al Sistema solare, tutto dipende dal funzionamento stesso del telescopio. Gran parte del suo tempo viene spesa in un’ampia indagine che alla fine mapperà circa un terzo del cielo extragalattico, cioè le strutture che si trovano al di fuori della Via Lattea.

Euclid adotta inoltre un approccio chiamato step and stare: si sposta verso un punto, osserva il cielo per circa un’ora e poi passa oltre. Questo significa che molte zone vengono inquadrate una sola volta. Visto che le comete si scovano spesso proprio grazie al loro movimento, individuarle con un metodo del genere è piuttosto complicato. Accanto all’indagine principale però il telescopio porta avanti anche un’osservazione di campo profondo, con sguardi ravvicinati su porzioni specifiche dello spazio che vengono rivisitate soltanto poche volte all’anno. Ed è esclusivamente grazie a questi ritorni periodici che C/2026 S1 (Euclid) è stata notata. Altieri l’ha definita una fortunata coincidenza, dato che da Euclid ci si aspettano pochissime scoperte di questo tipo.

Un’orbita che sale dritta sopra il Sole

Per ora si sa ancora poco della nuova arrivata, fotografata solo in un numero limitato di occasioni. Qualche informazione però gli astronomi sono già riusciti a ricavarla. Si tratta anzitutto di una cometa a lungo periodo, ovvero con un’orbita attorno al Sole che dura oltre 200 anni. Il valore preciso non è stato ancora calcolato, ma le prime stime parlano di migliaia di anni per completare un giro intero.

Per Altieri questo indica che proviene quasi certamente dalla Nube di Oort, il guscio di corpi ghiacciati, planetesimi rocciosi e altri detriti che avvolge l’intero Sistema solare. Le comete originate da lì vengono definite “quasi isotrope” e girano attorno al Sole con le inclinazioni più bizzarre, e C/2026 S1 (Euclid) non fa eccezione. Nello spazio non esistono un sopra e un sotto, ma se esistessero questa cometa si troverebbe esattamente sopra il Sole osservandola dalla Terra. La sua ampia orbita la porta molto al di sopra del Sistema solare prima di tagliare tra Saturno e Giove nella fase di ritorno. Il passaggio al perielio, il punto di massima vicinanza al Sole, è previsto nel 2027 e dopo quel momento non ci tornerà per migliaia di anni.

Fonte: TecnoAndroid

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