Nitro Blaze Link è il nome scelto da Acer per la sua nuova console portatile, una macchina che non prova nemmeno per un attimo a rincorrere lo Steam Deck e che anzi sceglie una strada tutta sua: quella dello streaming e del cloud gaming. Basata su Linux, questa piccola handheld arriva in un momento particolare per il settore, e già le sue specifiche raccontano parecchio della direzione presa dall’azienda.
La famiglia Nitro Blaze, quella dedicata alle piattaforme portatili da gioco, si allarga quindi con un dispositivo dal profilo decisamente diverso rispetto ai fratelli più muscolosi. Qui il target è ristretto, quasi chirurgico. Niente ambizioni da console autonoma capace di far girare titoli pesanti in locale. L’idea è un’altra, e si capisce al volo guardando la dotazione di memoria.
Una dotazione che dice tutto
Il dettaglio che salta subito all’occhio è la RAM: appena 1 GB di tipo LPDDR4. A questo si aggiungono 8 GB di memoria eMMC. Numeri che, diciamolo, in qualsiasi altro contesto gaming farebbero storcere il naso. Specifiche del genere tagliano fuori Nitro Blaze Link da quasi ogni scenario di gioco serio, lasciandola al massimo nei dintorni delle retro-console di fascia bassa.
C’è però una lettura più ampia dietro questa scelta. La macchina è in qualche modo figlia della crisi dei chip che sta mettendo sotto pressione tutto il comparto. Quando le componenti scarseggiano e i costi salgono, costruire un dispositivo che deleghi il lavoro pesante altrove diventa una mossa quasi obbligata. Ed è esattamente quello che fa questa console: scarica il carico computazionale sul cloud o su un PC esterno.
Tutto passa dallo streaming
Il cuore del progetto è proprio lo streaming. Nitro Blaze Link non lavora da sola: si appoggia al cloud oppure alla libreria locale del giocatore, quella installata su un PC vero e proprio, e da lì trasmette il gioco sul suo schermo. Il display è da 7 pollici con risoluzione 1.920 x 1.200, mentre a gestire la connessione ci pensa il Wi-Fi 6, fondamentale per garantire una trasmissione fluida e con la minor latenza possibile. Dalle prime immagini diffuse si nota una dotazione di controlli completa sulla parte frontale. Stick, pulsanti, croce direzionale: tutto al suo posto. Quello che manca, almeno apparentemente, sono i comandi aggiuntivi sul retro, ormai diventati uno standard su parecchie handheld concorrenti.
Un piccolo mistero resta invece legato a uno sportellino collocato nella parte bassa posteriore della scocca. Difficile dire con certezza a cosa serva, ma l’ipotesi più ragionevole punta verso uno slot per l’espansione di memoria tramite microSD. Avrebbe senso, considerando gli 8 GB di archiviazione interna che da soli lasciano davvero poco margine di manovra.