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Accise carburanti, sconto sul gasolio prorogato solo di un giorno

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Lo sconto sulle accise dei carburanti resta in piedi ancora per ventiquattro ore, giusto il tempo di far respirare chi rientra dalle ferie con il serbatoio quasi vuoto. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, insieme al ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, ha firmato un decreto d’urgenza che sposta al 26 agosto 2026 il taglio da 17 centesimi al litro, riservato però al solo gasolio. Un giorno in più rispetto alla scadenza fissata dal provvedimento approvato il 4 agosto, e non un giorno di più.

Una proroga così corta ha il sapore di una misura tampone, e in effetti lo è. Serve a guadagnare tempo in vista del Consiglio dei ministri del 3 settembre, quando il governo dovrà decidere se e come intervenire di nuovo su un fronte che nelle ultime settimane è diventato incandescente. La copertura arriva dal meccanismo delle accise mobili, la norma che consente di girare sul taglio delle imposte il maggior gettito IVA prodotto dall’aumento internazionale del petrolio, spinto dalla guerra in Medio Oriente e dalle limitazioni nello Stretto di Hormuz. Costo stimato dell’operazione lampo: 20,8 milioni di euro di extra gettito IVA.

Prezzi record alla pompa, con l’autostrada che fa più male

I numeri ufficiali del Mimit aggiornati al 24 agosto 2026 raccontano una situazione pesante. Il prezzo della benzina in modalità self service si mantiene stabile a 2,010 euro al litro, mentre il gasolio arriva a 2,131 euro. In autostrada il quadro peggiora sensibilmente, con la benzina self a 2,088 euro e il diesel a 2,204 euro, sopra il record storico registrato a marzo 2022. Tradotto in spesa reale, un pieno da 50 litri lungo la rete autostradale supera i 104 euro con la benzina e sfiora i 110 euro con il gasolio.

Il rischio, senza nuovi interventi, è che dal 27 agosto il diesel salga fino a 2,3 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,37 euro sulle tratte autostradali. Numeri che spiegano perché il tema sia finito al centro del dibattito politico proprio nella settimana del controesodo, quando milioni di automobilisti si trovano in fila ai distributori senza troppe alternative.

Consumatori e politica alzano la voce

Le associazioni dei consumatori non hanno preso bene il mini rinvio. Il Codacons ha parlato apertamente di misura inadeguata, insufficiente e di una vera e propria presa in giro, soprattutto perché il taglio riguarda esclusivamente il gasolio e lascia fuori 17 milioni di automobilisti con vetture a benzina. Secondo la stessa associazione, il rincaro estivo vale oltre 406,7 milioni di euro in più a carico delle famiglie rispetto allo stesso periodo del 2025.

Sul piano politico il terreno di scontro è quello degli extraprofitti delle compagnie energetiche. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto al governo di passare dalle parole ai fatti e di introdurre subito, a livello nazionale, una tassa sui maxi guadagni del settore. La proposta si muove nel solco dell’iniziativa firmata da sei Paesi europei, ovvero Germania, Italia, Austria, Polonia, Spagna e Portogallo, che hanno inviato una lettera congiunta alla presidenza di turno irlandese della UE per portare la tassazione degli extraprofitti all’ordine del giorno dell’Eurogruppo di settembre.

Anche Alleanza Verdi e Sinistra spinge sullo stesso tasto, con una stima di 80 miliardi di euro di profitti accumulati dalle major in quattro anni e la proposta di una bolletta sociale pensata per il ceto medio. Il confronto vero, però, è rimandato al tavolo del 3 settembre, quando scadranno anche gli effetti pratici di questa proroga da ventiquattro ore.

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