Chi segue con un minimo di attenzione le novità nel campo della robotica avrà già incrociato l’idea di un robot sferico pensato per la sicurezza. In Cina se n’era parlato con il modello RT-G, capace secondo le informazioni diffuse di raggiungere i 35 km/h e di inseguire e bloccare eventuali sospetti. Una macchina sorprendentemente agile, e gran parte di quel merito veniva attribuito proprio alla sua forma tondeggiante, che gli permetteva movimenti fluidi e rapidi.
Adesso il discorso torna sul tavolo con una soluzione simile, stavolta made in Estonia. A svilupparla è la startup Rollo Robotics, che sembra aver guardato con interesse a quel progetto cinese prima di mettere in piedi il proprio. Il risultato porta un nome semplice, quasi immediato da ricordare, e promette di occuparsi di sorveglianza automatica senza bisogno di un operatore umano a controllarlo passo dopo passo.
Come funziona 1ROLLO e perché non cade
Il protagonista si chiama 1ROLLO, ed è un robot autonomo progettato per pattugliare aree intere restando in equilibrio su una sola ruota. Detta così può sembrare quasi impossibile, e la domanda sorge spontanea a chiunque lo veda muoversi. Come fa a non ribaltarsi, a non finire a terra al primo cambio di direzione? La forma è la chiave di tutto. Muovendosi su un unico punto di appoggio, il robot mantiene un baricentro gestito da un sistema di stabilizzazione che gli consente di restare dritto anche mentre avanza. È lo stesso principio che rendeva interessante il predecessore cinese, applicato però a un contesto di pattugliamento pensato per coprire zone estese senza affaticarsi e senza le limitazioni tipiche dei robot su gambe o su più ruote.
L’idea dietro un mezzo del genere è tutt’altro che campata in aria. Un dispositivo compatto, mobile e capace di spostarsi in autonomia può monitorare spazi ampi, rilevare situazioni anomale e segnalarle, riducendo il carico di lavoro sulle persone. La forma sferica, o meglio la sua struttura mono ruota, dà a 1ROLLO quella agilità che ai robot tradizionali spesso manca, permettendogli teoricamente di muoversi con scioltezza anche in ambienti non proprio comodi.
Rollo Robotics si inserisce così in un filone che sta prendendo piede, quello della robotica applicata alla sicurezza, dove l’automazione promette di fare il lavoro più ripetitivo e faticoso. Il fatto che una piccola realtà estone decida di percorrere una strada già esplorata in Cina racconta parecchio di quanto questa tipologia di macchine stia catturando l’attenzione degli sviluppatori un po’ ovunque.


