Daniel Ek, CEO di Spotify, torna a focalizzarsi sull’autonomia europea. In un intervento recente al Digital Summit di Bruxelles, Ek ha ribadito l’urgenza di creare una “difesa digitale” per l’industria musicale e dei podcast europea, oggi minacciata dalla concentrazione dei dati nelle mani degli statunitensi.
Secondo Ek, l’Unione Europea rischia di dipendere troppo dalle piattaforme statunitensi per infrastrutture critiche come cloud, algoritmi per i suggerimenti e la distribuzione streaming. Per questo propone uno schema simile al GAIA‑X, per renderlo un “EU Audio Shield”, in grado di supportare editori, etichette indipendenti e creator nel mantenimento del controllo sui loro contenuti e metadati. Spotify stessa ha avviato progetti pilota per distribuire podcast in Europa usando server regionali, garanzie di interoperabilità e il controllo diretto su dati di ascolto e utenti. L’obiettivo è ridurre la dipendenza da Amazon AWS o Google Cloud e passare a soluzioni open source che garantiscano trasferibilità, audio migliore e minor costo operativo.
Spotify e la sovranità dell’Europa: il CEO si scontra con le big tech statunitensi
Ek ha anche fatto riferimento alle tensioni sulla direttiva DMA, che impone trasparenza sugli algoritmi. Spotify martella sul fatto che algoritmi troppo poco trasparenti favoriscano grandi piattaforme, e propone regole simili per settori creativi legati alla musica, ai podcast e contenuti digitali. Anche la gestione dei dati personali degli utenti è centrale: un sistema europeo garantirebbe una migliore tutela della privacy, rispetto allo schema statunitense tipicamente basato su pubblicità mirata. Spotify punta inoltre su edge computing, ovvero l’elaborazione in locale dei dati di ascolto, per offrire consigli musicali personalizzati senza compromettere i dati sensibili.
In definitiva, l’idea di Ek è semplice: l’Europa ha il potenziale per sostenere la propria industria audio, garantendo indipendenza e equità. Serve però un coinvolgimento politico immediato, con investimenti nelle infrastrutture, leggi trasparenti e supporto alle PMI creative. Solo così l’Europa potrà competere con le Big Tech mantenendo la propria sovranità.