cartelle esattoriali

Cartelle esattoriali e avvisi ripartiranno ufficialmente dal 1° marzo? Questa è la domanda che sta attanagliando migliaia di contribuenti, essendo che il Presidente Draghi non ha fatto nessun riferimento durante il suo discorso al Senato il 17 febbraio.

Draghi, dopo aver ottenuto la fiducia, ha illustrato l’agenda del nuovo Esecutivo, andandosi a soffermare sulle priorità dell’emergenza sanitaria da una parte, e dall’altra sulle riforme strutturali del Fisco e della Pubblica Amministrazione. Per quanto concerne la Riscossione, sembra che non rientri tra le priorità da affrontare.

 

Cartelle esattoriali e avvisi: al via a partire dal 1° marzo

A quanto pare, per la sospensione dell’invio delle cartelle esattoriali, la tregua fiscale durerà fino al 28 febbraio. Ciò significa che dal 1° marzo partiranno ben 50 milioni di atti, e si tratta delle notifiche fiscali che sono state sospese durante il periodo di pandemia. Tuttavia, i 50 milioni di atti non saranno inviati tutti insieme, si sta pensando ad una partenza soft nell’arco di due anni.

In realtà, l’invio della totalità degli atti in un’unica volta potrebbe essere alquanto controproducente per la stessa Agenzia delle Entrate, la quale ha già messo in preventivo di dover gestire reclami e richieste di chiarimenti, ma con ovviamente la possibilità di accedere agli uffici in modo limitato per via dell’emergenza sanitaria.

Tuttavia, durante il suo discorso al Senato, Draghi ha anche parlato di riformare l’Irpef, e per farlo c’è bisogno di ridurre il carico fiscale. Di fatto, il Fisco, ha continuato Draghi nel suo intervento al Senato, è l’architrave della politica di bilancio, e va studiata bene: “il sistema tributario è un meccanismo complesso in cui le cui parti si legano una all’altra, non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta”.

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