Il Google Pixel 11a non è ancora stato presentato, ma già circolano le prime voci sulle sue specifiche e, a giudicare da quello che si legge, potrebbe non essere il solito medio di gamma. A far uscire i dettagli è stato il canale Telegram Mystic Leaks, una fonte che in passato aveva già azzeccato diverse anticipazioni sui dispositivi di Google. Il lancio ufficiale è ancora lontano, si parla della primavera del 2027, eppure c’è già qualcosa che vale la pena tenere d’occhio.
Un processore che cambia le carte in tavola
La novità più succosa rispetto al Pixel 10a riguarda il cuore del telefono. Il Pixel 11a monterebbe infatti il Tensor G6, ovvero lo stesso processore che farà il suo debutto sulla serie Pixel 11 durante l’evento fissato per il 12 agosto. Un dettaglio che, se venisse confermato, sarebbe tutt’altro che scontato. Basti pensare che il Pixel 10a era rimasto fermo al Tensor G4, lo stesso chip visto sulla serie Pixel 9. Insomma, dare a un modello di fascia media lo stesso processore del top di gamma dello stesso anno sarebbe una scelta piuttosto insolita per Google, che di solito tiene i suoi “a” un gradino sotto.
Tra le altre specifiche trapelate si parla di 8 GB di RAM, un display da 6,3 pollici con risoluzione 1080p e una nuova fotocamera frontale, identificata internamente con il nome in codice “dokkaebi”. Sul fronte della batteria le cose si fanno un po’ più incerte. Il leak cita una capacità di 4.870 mAh, ma la definisce come “capacità minima”, una formulazione che lascia intendere la possibilità di una cella più generosa nella versione definitiva. Resta il fatto che il numero è comunque inferiore ai 5.100 mAh del Pixel 10a, e non è proprio una buona notizia, soprattutto se il Tensor G6 dovesse consumare più del suo predecessore.
Colori, sicurezza e tutto quello che ancora non sappiamo
Il nuovo chip porterebbe con sé anche il Titan M3, il chip dedicato alla sicurezza che Mystic Leaks aveva già indicato tra le possibili novità del Pixel 11. Per quanto riguarda le colorazioni, ne sono previste quattro: Obsidian nel classico nero, Olive nella tonalità verde, Frost sul viola e Fog in argento. Il nome in codice del dispositivo, “formosan”, era del resto già spuntato nel codice dell’app Telefono di Google nelle scorse settimane, un piccolo indizio che aveva già messo la pulce nell’orecchio agli appassionati.
Va detto con chiarezza che siamo ancora a oltre un anno di distanza dal debutto atteso, quindi tutto va preso con le pinze. Le specifiche possono cambiare, sparire o essere sostituite lungo il percorso di sviluppo. Detto questo, un Pixel 11a con a bordo il Tensor G6 rappresenterebbe un aggiornamento decisamente più corposo rispetto a quanto la serie “a” ci ha abituati finora. E questo, se le carte dovessero rimanere così, potrebbe farne uno dei mid-range Android più interessanti dell’intero 2027.