Xiaomi ha scelto il palco cinese per la nuova gamma Xiaomi 17T, già arrivata in Europa qualche giorno prima, ma il vero colpo di scena è stato un altro. Durante l’evento il pubblico si è ritrovato davanti a qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava roba da film: il robot umanoide CyberOne che afferra uno smartphone e scatta una foto da solo, gestendo l’inquadratura come farebbe una persona qualsiasi.
Niente trucchi, almeno stando a quanto mostrato sul palco. Il robot ha preso in mano l’ultimo dispositivo del marchio, ha aperto l’app fotocamera, ha puntato un oggetto e ha premuto sul pulsante di scatto. Tutto fluido, senza incertezze.
Cosa sa fare davvero CyberOne con uno smartphone in mano
La parte che ha lasciato più di qualcuno a bocca aperta riguarda l’uso dei tasti del volume. CyberOne li ha sfruttati per regolare lo zoom e far partire lo scatto, centrando la scena dentro l’inquadratura senza sbavature. Guardando le immagini si nota anche un dettaglio che conta parecchio: l’impugnatura del telefono resta salda, quasi perfetta, segno che il lavoro di messa a punto fatto da Xiaomi ha portato risultati concreti.
Dietro questa abilità ci sono numeri che spiegano il salto in avanti. Gli arti del robot sono adesso il 60% più sottili rispetto alle versioni precedenti, con un’agilità migliorata e una manualità che permette gesti più precisi. Non solo: il robot vanta l’83% di gradi di libertà attivi in più rispetto alle generazioni passate. La mano robotica è ricoperta da una superficie tattile che si estende su tutto il palmo, per un totale di 8.200 millimetri quadrati. Praticamente sente quello che tocca.
C’è poi un dettaglio quasi curioso sul fronte termico. CyberOne monta un sistema di raffreddamento liquido che lavora un po’ come le ghiandole sudoripare umane, aiutandolo a smaltire meglio il calore durante l’attività. Un’idea che strizza l’occhio alla biologia, applicata però a un corpo fatto di metallo e sensori.
La visione di Lei Jun e il futuro della manifattura
A inquadrare il tutto dentro un disegno più ampio ci ha pensato Lei Jun, Amministratore Delegato dell’azienda. In un’intervista al Beijing Daily ha spiegato che l’incontro tra automazione avanzata e robotica è destinato a ridisegnare la manifattura a livello globale. Non parole buttate lì, perché Xiaomi ha già messo nero su bianco un piano: portare una squadra di robot umanoidi dentro i propri stabilimenti entro i prossimi cinque anni.
In quest’ottica CyberOne smette di essere un semplice esperimento da palcoscenico. Diventa piuttosto un primo passo, una delle strade che l’azienda intende percorrere per cambiare il modo in cui si producono le cose. E il fatto che sappia già maneggiare uno smartphone, premere i tasti giusti e scattare una foto decente dà l’idea di quanto la distanza tra dimostrazione e applicazione reale si stia accorciando.
Lo show cinese, insomma, non si è limitato a presentare la nuova serie di telefoni. Ha messo sotto i riflettori una tecnologia che, almeno nelle intenzioni di Xiaomi, ha già un posto preciso nei piani industriali dei prossimi anni.
